Nuovi modi di viaggiare per la conservazione dell’ambiente

Ha fatto molto parlare le marce per il clima che hanno invaso molte città italiane ed estere. Il movimento guidato dalla giovane svedese Greta Thumber ha portato alla ribalta nuovamente i problemi ambientali in atto.

Molti si sono sentiti chiamati in causa, altri meno, quello che è certo è che le attività umane stanno distruggendo gli ultimi bellissimi angoli di paradiso rimasti.

Per ovviare alla deforestazione selvaggia, all’inquinamento dei mari e al consumo del territorio ci sono poche alternative valide perché spesso i paesi che hanno l’onore di ospitare queste meraviglie naturalistiche sono anche paesi molto poveri dove non ci sono alternative valide all’utilizzo selvaggio delle risorse naturali.

Una piccola speranza contro la distruzione dell’ambiente arriva dall’ecoturismo, quella forma di turismo sostenibile che incentiva la conservazione della natura.

Grazie alla presenza di turisti infatti, si crea quell’alternativa economica per le popolazioni locali che avranno così tutto l’interesse a proteggere la natura e gli animali.

Casi di successo arrivano ad esempio dall’Uganda e dal Ruanda dove decine di migliaia di turisti all’anno arrivano per vedere i gorilla di montagna finanziando la protezione delle ultime foreste intatte dell’Africa equatoriale.

Un altro esempio di conservazione grazie alla presenza di ecoturisti ci arriva dal Botswana dove grandi porzioni di territorio sono aree protette e parchi nazionali che attirano moltissimi turisti disposti a pagare cifre importanti per safari alla ricerca della grande fauna africana.

Per chi invece ha più tempo a disposizione, può optare per viaggi solidali di volontariato ambientale come quelli offerti da Keep the Planet che offrono l’opportunità di lavorare a diretto contatto con specie in pericolo di estinzione.

Tra le mete principali troviamo ad esempio il Costarica che offre moltissimi campi di volontariato per la conservazione delle tartarughe marine.

Un’altra destinazione di sicuro interesse è il Sudafrica, uno dei paesi leader nell’organizzazione di campi di volontariato per la conservazione di aninali e habitat.

Molti invece prediligono la Thailandia dove sono presenti molti santuari naturalistici per la cura degli elefanti maltrattati, mentre per chi ama la foresta può andare in Borneo per la salvaguardia degli orango.

Chi invece desidera la conservazione marina, ci sono progetti con gli squali balena alle Filippine, oppure con la foca monaca sulle isole greche.

Trovare opportunità di viaggio alternative alla classica vacanza è molto facile e accessibile a tutti, anche a coloro che non hanno molta esperienza.

Grazie al fantastico lavoro di associazioni e volontari, molti habitat sono stati protetti dalla distruzione, un trend che speriamo continui a crescere.