Non ha provveduto ad eseguire i lavori necessari per la messa in sicurezza di un vecchio e fatiscente immobile, con il grave pericolo di arrecare danni alle persone. Una quarantenne di Agrigento, residente a Naro, è stata condannata alla pena di 600 euro di ammenta perché riconosciuta responsabile del reato di omissione di lavori in edifici o altre costruzioni che minacciano rovina.
La condanna diventa definitiva con la pronuncia della Cassazione che ha rigettato il ricorso della donna e accolto la richiesta del Procuratore generale, Tomaso Epidendio. Confermata la sentenza emessa nel febbraio dell’anno scorso dal Tribunale di Agrigento, a conclusione del processo celebrato con il rito ordinario. L’imputata è proprietaria di una costruzione situata in via Crisafulli nel centro storico di Naro.
Alla quarantenne era stato intimato, con ordinanza del Comune, di provvedere agli interventi di messa in sicurezza della palazzina.
Nel valutare il procedimento i giudici ermellini hanno fatto riferimento «alla lunga durata della situazione di pericolo determinata dalla rovina dell’immobile, al peggioramento della situazione rispetto a quanto constatato alcuni anni prima del periodo in contestazione, alla prossimità dell’immobile ad un luogo frequentato da bambini». Motivo per cui il ricorso è stato giudicato «inammissibile».
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