Naufragio del 3 ottobre, Carmina parla da deputato: “Rivedere la politica comunitaria sulla immigrazione”

“Il naufragio del 3 ottobre 2013 ha messo a nudo le conseguenze della inadeguatezza delle politiche migratorie migratoria in cui l’Europa è convitato di pietra”. E’ la denuncia del neo deputato M5S Ida Carmina, ex sindaco di Porto Empedocle. “Sono passati nove anni ed ancora esseri umani continuano a morire nel tentativo di assicurare a se stessi ed ai propri figli un’esistenza migliore – dice -. E’ inammissibile che dal 3 ottobre 2013 ad oggi ben 22.000 persone a abbiano perso la vita nel Mediterraneo, ridotto ad un cimitero subacqueo. L’istituzione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza e le odierne celebrazioni, seppur lodevoli, se non seguite da un conseguenziale cambiamento nell’approccio dei governi europei, rischiano di apparire lo strumento per tacitare le coscienze dell’Occidente da cui spesso questi drammi sono stati causati e che non provvede a trovare soluzioni lasciando da sola l’Italia e i paesi costieri, specie la Sicilia, ad affrontare e subire gli effetti di una questione epocale”. “Mai più…”, lo dico da chi ha accolto le bare delle 368 vittime di Lampedusa da semplice cittadina e che ha continuato, poi, da Sindaca della Città di Porto Empedocle coinvolta nelle problematiche relative alla gestione del fenomeno degli sbarchi e dei naufragi – dice Carmina -. Ora da deputata porterò avanti proposte che possano vedere un significativo miglioramento della situazione. A partire dal coinvolgimento dei Sindaci delle Città costiere che devono essere informati di quanto accade per poter verificare e dare un proprio apporto in modo che il dovere primario dell’accoglienza e della solidarietà siano avvertiti come speciale occasione di esperienza e crescita umana e non come un’afflizione cui si soggiace, per diktat da parte di chi non sa o non vive sulla propria pelle ciò che significhi il fenomeno migratorio. Ci impegneremo con tutto il movimento per rivedere la politica comunitaria sulla immigrazione affinché a queste tragedie non ci si abitui e si considerino per quello che sono una vergogna per l’umana Misericordia”.