Naro ed il pizzino di Provenzano: Terranova non si dimette

NARO. Giovanni Terranova non si dimette. Ha chiesto scusa, ha rimosso il post su facebook, con tanto di citazione del sanguinario padrino di mafia, Bernardo Provenzano, “Binnu u tratturi”.

Mai e poi mai avrebbe immaginato il clamore che ha destato il suo post. “Sono stato ingenuo – ha detto il consigliere comunale che si è insediato appena 5 giorni fa dopo le elezioni amministrative del 28 aprile che hanno visto la vittoria elettorale del sindaco Maria Grazia Brandara, con la quale si è candidato e che sostiene – ma da qui a farmi passare per altro ce ne vuole”. Terranova si è anche consultato con il proprio avvocato e tranne le scuse e le dichiarazioni apparse sul social, si è trincerato in un assoluto silenzio. Ma a chi lo conosce bene avrebbe detto che non ha intenzione di dimettersi.

Ad invocare le dimissioni di Terranova è stato lo stesso sindaco Maria Grazia Brandara che ha anche detto: “Se fosse stato un mio assessore lo avrei cacciato immediatamente”. Giovanni Terranova, dunque è diventato bersaglio del fuoco amico e dell’artiglieria pesante dell’opposizione che ha chiesto la sua testa ed ha informato il Prefetto di Agrigento.

Il capo dell’opposizione, Vincenzo Giglio, assieme ai consiglieri di minoranza della lista “Insieme si può” hanno richiesto al neo eletto presidente Lillo Valvo la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per discutere del caso del consigliere Terranova ma anche delle indennità di carica che la giunta Brandara ha attribuito al sindaco ed agli assessori.

“La Giunta comunale – ha detto Giglio – con delibera ha determinato gli importi delle indennità di carica che ammontano a: 4.860 euro per il sindaco, 2.430 euro per il vice sindaco e 2.187 euro per gli assessori e per il presidente del Consiglio comunale. Orbene la Giunta Comunale ha adottato un atto inopportuno dal punto di vista politico, non tenendo conto della grave crisi economica della città, non tenendo conto del presunto disavanzo di circa 450.000 euro del bilancio 2018”.

Ed era a questa nota che a modo suo, Terranova avrebbe risposto utilizzando però una frase di Provenzano:

“Sante riflessioni. Ti prego di essere sempre calmo e retto, corretto e coerente, sappia approfittare l’esperienza delle esperienze sofferte, non screditare tutto quello che ti dicono, cerca sempre la verità prima di parlare, e ricordati che non basta mai avere una prova per affrontare un ragionamento. Per essere certo in un ragionamento occorrono tre prove, e correttezza e coerenza. Vi benedica il Signore e vi protegga”. E tanto di firma, quella del sanguinario boss mafioso, Bernardo Provenzano.

Dunque il consigliere non poteva non essere a conoscenza del fatto che questa frase era a lui attribuita. Terranova si è così difeso: “Per il post ho chiesto e chiedo nuovamente scusa.  Il sindaco mi ha chiesto le dimissioni ed io le ho proposto di darmi la possibilità di chiarire alla maggioranza. È stato un errore grave che certamente però non può far mutare il giudizio nei miei confronti: sono stato superficiale – aggiunge – ma da qui a farmi passare per altro, non lo accetto.