Una sentenza destinata a fare rumore nel settore bancario locale. Il Tribunale civile di Agrigento, con la decisione n. 595/2026 emessa dal giudice Gerlando Lo Presti Seminerio, ha condannato la Banca Popolare Sant’Angelo per irregolarità legate a un mutuo fondiario, disponendo l’azzeramento del debito residuo.
Al centro della vicenda una società di Siculiana attiva nel comparto alberghiero, assistita dall’avvocato Salvatore Broccio (foto), che aveva impugnato il rapporto contrattuale contestando violazioni delle norme e del Testo Unico Bancario. Nel corso del procedimento, la parte attrice si è avvalsa anche della consulenza tecnica del dottor Gaspare Di Maria.
Il Tribunale ha accolto integralmente le tesi difensive, ritenendo fondate le contestazioni mosse nei confronti dell’istituto di credito. Di conseguenza, è stato annullato il debito residuo – quantificato in circa 80 mila euro – con la contestuale condanna della banca al pagamento delle spese legali.
«Si tratta di una pronuncia di grande rilievo – ha commentato l’avvocato Broccio – che si inserisce nel solco di altre decisioni ottenute negli ultimi anni a tutela della parte debole nel rapporto bancario».
Una decisione che riaccende i riflettori sul tema della trasparenza nei contratti di mutuo e che potrebbe aprire nuovi scenari per altri contenziosi analoghi.
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