Musumeci non si dimette ma azzera la giunta, crisi aperta all’Ars

Se non è crisi poco ci manca, le scadenze elettorali si avvicinano e l’ultimo giorno di boa con elezioni regionali previste il prossimo autunno, potrebbe risultare fatale per il presidente Musumeci. “Possono pensare questi sette scappati di casa che un Presidente che non è stato condizionato dalla mafia può essere condizionato da loro? Possono pensare di determinare una pressione esterna sul governo? O qualunque tipo di richiesta trasversale?”, ha dichiarato Musumeci, che poi ha aggiunto: “Ho provato tanta amarezza questa sera, ma possono loro pensare che io possa lasciarmi condizionare? Sono convinto che bisogna abbandonarli per strada questi disertori e ricattatori che operano con la complicità del voto segreto. Questo governo non ha padrini e padroni”.

Azzero la giunta, faremo un esecutivo che dovrà portarci all’ultimo giorno. Qualcuno ha scritto: Musumeci si dimette e molla. Ci vogliono ben altri ostacoli, non saranno alcuni atti di viltà politica a condizionare le mie scelte”. Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, dopo il deludente risultato nella votazione avvenuta all’Ars per la scelta dei delegati regionali per l’elezione del presidente della Repubblica.

Il voto ha messo in evidenza la frattura all’interno del centrodestra siciliano sfaldato perché un pezzo non condivide la scelta di Musumeci di ricandidarsi. Nonostante il faccia a faccia di due giorni fa con Gianfranco Micciché proprio per evitare il baratro nella votazione, il presidente della Regione è stato impallinato dai franchi tiratori della sua maggioranza. Non solo ha ottenuto 15 voti in meno del presidente dell’Ars, ma è arrivato alle spalle di Nunzio Di Paola del M5s, votato dalle opposizioni ma anche da pezzi del centrodestra.