Sodano al lavoro: segretario generale, giunta e organico ridotto. Le prime sfide del nuovo sindaco
Dalla nomina del segretario generale al giuramento della giunta, passando per la carenza di dirigenti, vigili urbani e dipendenti comunali: il nuovo sindaco affronta le prime emergenze amministrative.
La fascia tricolore è stata consegnata, la proclamazione è arrivata e il passaggio di consegne con il sindaco uscente Francesco Miccichè si è svolto nel segno del fair play istituzionale. Adesso, però, per il neo sindaco di Agrigento Michele Sodano arriva la fase più delicata: quella delle decisioni e delle responsabilità amministrative.
Le prime ore a Palazzo dei Giganti sono già scandite da una lunga serie di dossier aperti. Il primo riguarda la macchina burocratica comunale. Tra gli atti più attesi c’è infatti la nomina del nuovo segretario generale, figura strategica per il funzionamento dell’ente. Sodano avrebbe già individuato il profilo sul quale puntare e la formalizzazione dell’incarico potrebbe arrivare nei prossimi giorni.
La situazione organizzativa del Comune di Agrigento non è semplice. Attualmente l’ente può contare soltanto su due dirigenti: l’avvocato Toni Insalaco e il dirigente Giovanni Mantione. Numeri decisamente ridotti per una città di quasi 60 mila abitanti che, per estensione territoriale, servizi e complessità amministrativa, si trova a gestire problematiche paragonabili a quelle di realtà molto più grandi.
L’emergenza riguarda anche la Polizia Municipale. Tra luglio e agosto sono previsti ulteriori pensionamenti che rischiano di ridurre ancora di più un organico già ai minimi termini. Una criticità che si aggiunge a quella più generale del personale comunale. Più volte, durante il suo mandato, Francesco Miccichè aveva evidenziato come il Comune di Agrigento disponga oggi di meno di 300 dipendenti, a fronte di una pianta organica che, a regime, potrebbe richiederne tra i 700 e i 1.000. Una differenza enorme che incide quotidianamente sulla capacità dell’ente di erogare servizi e rispondere alle esigenze dei cittadini.
C’è poi il capitolo giunta comunale. Michele Sodano ha già designato la propria squadra composta da Filippo Bracco, Dario Cipolla, Giovanni Crosta, Irene Fucà, Roberta Lala, Elvira Mangione, Giuseppe Riccobene, Eleonora Sciortino e Umberto Rumolo. Tuttavia, per rendere pienamente operativa l’amministrazione, sarà necessario procedere al giuramento e all’assegnazione delle deleghe assessorili. Proprio su quest’ultimo aspetto sarebbero ancora in corso le ultime valutazioni politiche e amministrative. Per questo motivo non è escluso che il giuramento degli assessori possa slittare alla prossima settimana.
In una recente intervista alla carta stampata, Michele Sodano ha già tracciato la linea che intende seguire nella gestione della futura giunta. Il neo sindaco ha spiegato di avere bisogno di “nove assessori che lavorino come nove sindaci”, chiamati a seguire quotidianamente i rispettivi settori e a raggiungere obiettivi concreti. Per ciascun assessore saranno fissati precisi traguardi amministrativi e politici e, ogni sei mesi, verrà effettuato un vero e proprio “tagliando” per verificare il lavoro svolto. Un metodo improntato alla verifica dei risultati che, nelle intenzioni del sindaco, dovrà garantire efficienza e operatività. Per chi non riuscirà a raggiungere gli obiettivi assegnati potrebbero essere adottati provvedimenti e correttivi nel corso della legislatura.
Tra le nomine che attendono il nuovo sindaco c’è anche quella del capo di gabinetto, figura che durante l’amministrazione Miccichè non è mai stata individuata. Si tratta di un ruolo tutt’altro che secondario. Il capo di gabinetto rappresenta infatti il principale raccordo tra il sindaco, gli uffici comunali, la giunta e gli interlocutori istituzionali esterni. Coordina l’agenda politica e amministrativa del primo cittadino, monitora l’attuazione delle priorità di governo e garantisce il collegamento tra la struttura tecnica e quella politica. In una città complessa come Agrigento, la presenza di questa figura appare particolarmente importante per garantire rapidità decisionale e coordinamento amministrativo.
Resta aperta anche la partita della comunicazione istituzionale. Il nuovo sindaco dovrà decidere se nominare un portavoce o un addetto stampa. Durante il mandato di Francesco Miccichè si sono alternati Stelio Zaccaria, che lasciò l’incarico dopo pochi mesi, Camillo Bosio e infine Giuliana Miccichè, rimasta in carica fino alla conclusione dell’amministrazione.
Anche in questo caso la scelta sarà tutt’altro che marginale. Il portavoce è la figura che cura il rapporto diretto tra il sindaco e l’opinione pubblica, traduce in messaggi politici l’azione amministrativa e ne coordina la comunicazione strategica. L’addetto stampa, invece, svolge prevalentemente un’attività giornalistica e informativa, garantendo i rapporti con gli organi di informazione e la diffusione delle notizie istituzionali. Due ruoli diversi che, se affidati a un giornalista in possesso dei requisiti previsti dalla legge, possono essere ricoperti dalla stessa persona. Una scelta che consentirebbe di unificare la comunicazione istituzionale e politica dell’amministrazione.
Le celebrazioni della vittoria sono ormai alle spalle. Per Michele Sodano è iniziato il tempo delle scelte. Dalla nomina del segretario generale alla composizione definitiva della giunta, passando per il rafforzamento dell’organico comunale e la definizione della struttura di supporto politico e amministrativo, i primi giorni del nuovo sindaco saranno decisivi per imprimere la direzione alla nuova stagione di governo della città.
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