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Home » top2 » Metti la pensilina, togli la pensilina: ad Agrigento va in scena il teatro dell’assurdo

Metti la pensilina, togli la pensilina: ad Agrigento va in scena il teatro dell’assurdo

8 Novembre 2026
in top2, dalla città
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Metti la pensilina, apri la pensilina, togli la pensilina: ad Agrigento va in scena il teatro dell’assurdo

Sabato scorso gli operai al lavoro per smontare la struttura di piazza Vittorio Emanuele. Dopo le denunce di Report Sicilia, il sindaco Sodano ammette la mancanza delle autorizzazioni. Ma chi ha approvato il progetto e consentito l’esecuzione dei lavori?

AGRIGENTO – Prima la montano, poi la aprono, poi la transennano. E alla fine la smontano. Mancava soltanto il pubblico pagante, perché per il resto il copione del teatro dell’assurdo è completo. Protagonista la pensilina di piazza Vittorio Emanuele, diventata suo malgrado uno dei simboli più curiosi della gestione dei lavori pubblici ad Agrigento.

Sabato mattina gli operai sono tornati al lavoro. Non per completare l’intervento, non per sistemare qualche dettaglio e nemmeno per rimuovere le ormai familiari transenne. Stavolta per smontare la struttura. Si torna indietro, letteralmente.

Dopo le denunce di Report Sicilia, il sindaco Michele Sodano ha ammesso la mancanza delle necessarie autorizzazioni. Una circostanza che spiegherebbe il clamoroso dietrofront, ma che apre interrogativi ben più importanti della sorte della pensilina.

Perché una struttura pubblica non spunta durante la notte come un fungo dopo la pioggia. Qualcuno la progetta, qualcuno ne autorizza l’esecuzione, qualcuno dirige i lavori e qualcuno dovrebbe verificare che tutto sia in regola.

E qui la vicenda smette di essere soltanto grottesca.

La pensilina è stata realizzata nell’ambito di un appalto pubblico che, secondo il cartello esposto nel cantiere, riguarda interventi di riqualificazione straordinaria e arredo urbano di ville, giardini e servizi pubblici. Il quadro economico complessivo del progetto ammonta a un milione di euro, mentre l’importo netto contrattuale dei lavori è di 690.121,59 euro oltre IVA. Cifre riferite all’intero appalto, naturalmente, e non alla sola pensilina.

Il cartello indica come data di inizio dei lavori il 9 marzo 2026. Il responsabile unico del procedimento è l’ingegnere Gerlando Trupia, che figura anche tra i progettisti insieme all’ingegnere Alberto Avenia. La direzione dei lavori è affidata all’ingegnere Diego Mammo Zagarella. L’impresa affidataria è il Consorzio Stabile Artemide, mentre quella esecutrice è Piazza Costruzioni S.r.l.

Nomi, ruoli e responsabilità amministrative che adesso rendono indispensabile una ricostruzione puntuale dell’intera procedura. Senza attribuire colpe a nessuno, ma senza nemmeno accontentarsi della spiegazione che mancavano le autorizzazioni.

Chi ha inserito la pensilina nel progetto? Chi avrebbe dovuto verificare i permessi? Chi ha disposto l’esecuzione dell’intervento e chi ha consentito che i lavori proseguissero fino al completamento della struttura?

E soprattutto, quando è stata accertata l’assenza delle autorizzazioni e chi ne era a conoscenza?

Il sindaco Michele Sodano non ha creato il problema, considerato che l’intervento era stato avviato prima del suo insediamento. Ma questo non esaurisce la questione. Dal momento in cui ha assunto la guida dell’Amministrazione, aveva il compito politico di vigilare sull’andamento dei lavori pubblici e di chiedere le necessarie verifiche.

Non stiamo parlando di una veranda abusiva realizzata di nascosto in qualche cortile. Parliamo di un’opera pubblica costruita in una delle piazze più frequentate di Agrigento, davanti agli occhi di cittadini, automobilisti, viaggiatori e amministratori.

Eppure, per arrivare alla scoperta della mancanza delle autorizzazioni, sono state necessarie le denunce giornalistiche.

Adesso sarebbe interessante conoscere anche quanto sia costato montare la pensilina, quanto costerà smontarla e se siano previste ulteriori spese per ripristinare l’area. Perché il conto, alla fine, non può essere considerato un dettaglio.

Resta poi da capire se la struttura sarà trasferita altrove, modificata o definitivamente accantonata.

Agrigento, intanto, aggiunge un nuovo capitolo alla sua personale collezione di opere pubbliche dalla vita complicata. Una pensilina nata per riparare i viaggiatori dal sole e dalla pioggia, finita prima dietro le transenne e poi direttamente sotto i ferri degli operai.

Metti la pensilina, apri la pensilina, togli la pensilina.

Il problema, però, non è più la pensilina. È capire come sia stato possibile arrivare fino a questo punto senza che qualcuno intervenisse prima.

Perché a forza di montare e smontare, il rischio è che a rimanere scoperti non siano soltanto i passeggeri in attesa dell’autobus, ma anche le responsabilità di chi avrebbe dovuto controllare. Leggi anche: Agrigento, città ostaggio dei cantieri: a San Leone lavori da oltre tre mesi

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