Verso il voto del 7 e 8 giugno
Ballottaggio Agrigento, Messina attacca Sodano e La Vardera. Il candidato di Controcorrente replica: «Macchina del fango ad orologeria»
Ultimi giorni di campagna elettorale all’insegna dei veleni e di attacchi che vanno ai limiti del confronto e del dibattito politico. Manlio Messina, ex assessore regionale al Turismo in quota Fratelli d’Italia e deputato alla Camera dal 13 ottobre 2022, eletto con Fratelli d’Italia per poi abbandonare il partito nel 2025, ha attaccato Ismaele La Vardera e il candidato sindaco Michele Sodano con una diretta Facebook destinata a far discutere.
Secondo Messina, La Vardera, che non risparmia da tempo aspre critiche al centrodestra, avrebbe scelto il candidato sbagliato per la competizione elettorale agrigentina. L’ex parlamentare ha poi concentrato le sue attenzioni su Michele Sodano, sostenendo che nei cinque anni trascorsi alla Camera avrebbe prodotto un solo disegno di legge, quello relativo alla liberalizzazione della cannabis.
«Peccato però – sostiene Messina – che lo stesso Sodano, prima di presentare quel disegno di legge, avrebbe acquistato azioni di una società canadese che opera nel settore della cannabis terapeutica».
Le battaglie di Michele Sodano sul tema della cannabis sono note e hanno accompagnato gran parte della sua esperienza parlamentare. Nel corso della diretta, Messina ha inoltre puntato il dito contro alcuni candidati eletti nelle liste di Controcorrente, accusando La Vardera di utilizzare due pesi e due misure.
«Non puoi scagliarti contro la nipote di Cuffaro, candidata ed eletta sindaco a furor di popolo a Raffadali, se poi non conosci nemmeno i candidati delle tue liste», ha affermato Messina, contestando alcuni legami familiari e politici di esponenti vicini alla coalizione che sostiene Sodano.
La replica di Michele Sodano è arrivata poche ore dopo, sempre attraverso Facebook. Il candidato sindaco ha parlato di una «macchina del fango ad orologeria» messa in campo «dai competitor del centrodestra inviati da Roma» con l’obiettivo di minare la credibilità sua e della coalizione che lo sostiene.
Sodano ha respinto le accuse relative alla cannabis, spiegando di aver acquistato nel 2020 cento azioni di una società quotata in borsa senza avere mai intrattenuto rapporti con essa e sostenendo che la proposta di legge presentata durante il suo mandato parlamentare mirava a disciplinare l’autocoltivazione della cannabis per fini terapeutici e non ad agevolare interessi imprenditoriali privati.
«Se solo avesse letto la mia proposta di legge, supportata dalla Direzione Investigativa Antimafia e dall’allora procuratore Cafiero De Raho, avrebbe scoperto che prevedeva l’autocoltivazione della cannabis per fini terapeutici, sul modello già adottato in diversi Paesi, e non certo vantaggi per un’azienda canadese», ha affermato.
Il candidato di Controcorrente ha poi difeso il consigliere eletto Giovanni Crosta e l’ingegnere Mariuccia Miccichè, definendo «uno dei punti più bassi di questa campagna elettorale» il coinvolgimento delle rispettive vicende familiari nel confronto politico.
«Avete provato ad intimidirci e ad aprire i nostri armadi. Se è questo quello che avete trovato, vi apriamo pure i nostri cassetti. Questo metodo squalifica più voi che noi», ha concluso Sodano, annunciando di avere affidato la vicenda ai propri legali.
Nel post compare anche una stoccata finale rivolta a Fratelli d’Italia. Sodano sostiene che, a suo giudizio, le contestazioni mosse nei suoi confronti dovrebbero essere rivolte altrove e richiama presunti finanziamenti elettorali ricevuti dal partito nel 2018 da soggetti operanti nel settore della cannabis legale in Canada.
Lo scontro, però, non sembra destinato a fermarsi qui. Lo stesso Messina ha infatti annunciato una nuova diretta Facebook, alimentando ulteriormente una campagna elettorale che, nelle sue battute finali, appare sempre più segnata da accuse reciproche, polemiche e contrapposizioni personali. Intanto Michele Sodano prosegue gli appuntamenti elettorali e oggi pomeriggio, alle 18, incontrerà i giovani all’OceanoMare di Agrigento.
Insomma, ultimi giorni di campagna elettorale al vetriolo, dove il confronto civile fatto di proposte e idee sembra aver lasciato spazio ad accuse e scontri nel tentativo di conquistare una poltrona che, a quanto pare, continua ad essere molto ambita.
Restano due giorni al silenzio elettorale. Domenica 7 e lunedì 8 giugno gli agrigentini saranno chiamati alle urne per scegliere il prossimo sindaco della città tra Dino Alonge e Michele Sodano.
Immagine di copertina realizzata con l’IA.
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