Massacrato di botte dal branco, aperta inchiesta

Come anticipato da AgrigentoOggi, in pieno centro a Licata, venerdì sera, si è verificato un grave episodio di violenza: il pestaggio, da parte di un nutrito gruppo di persone, nei confronti di un 37enne licatese, poi costretto a fare ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso, che lo hanno giudicato guaribile in 30 giorni. Almeno otto soggetti, tra cui una donna, si sono accaniti contro il 37enne, massacrandolo di botte. L’aggressione per motivi sconosciuti. La Procura della Repubblica di Agrigento, ha aperto un fascicolo d’inchiesta, affidando le investigazioni ai carabinieri della Compagnia di Licata.

Il sindaco Pino Galanti manifesta “preoccupazione per l’accaduto” e rivolge un appello alla società civile. “Faccio appello soprattutto – dice il sindaco Galanti – alla componente sana e alla classe dirigente della Città a cui chiedo di provare a fare da volano per la diffusione della cultura della legalità. Io non arretrerò di un passo e sarò avamposto dello Stato, pronto a sostenere questa battaglia“.

“Ricordo che poco più di un mese fa – sono le parole del primo cittadino – avevamo attenzionato la situazione dell’ordine pubblico a Licata, chiedendo misure straordinarie. Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento aveva raccolto subito la nostra istanza, convocando qui (e non accadeva da oltre 15 anni) il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, e disponendo un potenziamento dei controlli. Potenziamento che, alla luce di quanto accaduto, potrà essere rafforzato. Per questo ringrazio il Prefetto e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine per lo sforzo profuso e che certamente produrranno in maniera crescente, avendo dimostrato interesse per la nostra Città”.

Secondo Galanti, però, “per contrastare l’insorgenza di episodi come quello di venerdì sera, è necessario, insieme all’azione delle forze dell’ordine, una presa di coscienza della società cittadina, affinchè dimostri che qui i veri valori del vivere civile non sono in discussione. Occorre – conclude il sindaco – che, soprattutto in questo difficilissimo momento di crisi economica provocata dalla pandemia, la società civile e le istituzioni collaborino lottando con coraggio e senso della legalità per isolare i fenomeni di violenza”.