Mafia, sorveglianza speciale per capomafia e “braccio destro”

Applicata la misura della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza, aggravata con obbligo di soggiorno, a Rosario Saro Meli, inteso “u puparu”, di 73 anni, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Camastra, e a Calogero Piombo, di 70 anni, proprietario di un tabacchino nel piccolo centro dell’Agrigentino, attualmente detenuti. Lo ha deciso il Tribunale di Palermo, su proposta del Questore di Agrigento. A Meli della durata di 4 anni, e a Piombo di tre anni, in quanto ritenute persone socialmente pericolose, poiché indiziati di far parte di un’associazione di stampo mafioso. I due provvedimenti sono scaturiti dopo le indagini del personale della Divisione Polizia Anticrimine.

Meli e Piombo sono stati arrestati nell’ambito della operazione antimafia “Vultur”, condotta dal personale della squadra Mobile, il 7 luglio del 2016. Rosario Meli, era già stato condannato con sentenza irrevocabile, nell’ambito del processo “Alletto Croce +77”, per reati di mafia, quale appartenente alla “Stidda”, nel lontano 1993. Il suo nome tornò nuovamente alla ribalta nel 2012, perchè a capo della compagine “stiddara” di Camastra, avrebbe esercitato con metodi mafiosi un racket estorsivo nel settore delle onoranze funebri.

Meli, nell’ambito di “Vultur”, è stato condannato nei primi due gradi di giudizio, per associazione di tipo mafioso, esercitata con ruolo apicale, tentata estorsione aggravata e reati in tema di armi, alla pena di 17 anni e 6 mesi di reclusione. Piombo è stato condannato, per associazione di tipo mafioso e tentata estorsione aggravata, alla pena di 13 anni e 6 mesi di reclusione, essendo riconosciuto soggetto che ha avuto un ruolo di diretto coadiutore del capomafia nella gestione delle vicende criminose, ponendo a disposizione i locali del proprio esercizio commerciale di tabaccheria, per lo svolgimento di riunioni tra i sodali, e di incontro con esponenti di altre consorterie mafiose.