Liceo Leonardo, 70 anni e uno sguardo al futuro: «L’intelligenza artificiale sarà un assistente nella didattica»
Festa al Teatro dell’Efebo per l’accoglienza delle prime classi. La dirigente Patrizia Pilato traccia la rotta: intelligenza artificiale, competenze non cognitive e una valutazione che educa. Dopo sette anni di sacrifici si avvia alla conclusione anche il problema delle sedi: «Questo è finalmente l’anno della svolta».
AGRIGENTO – Settant’anni di storia alle spalle e lo sguardo rivolto ai prossimi settanta. Il Liceo Scientifico Leonardo di Agrigento ha accolto gli studenti delle prime classi con una grande festa al Teatro dell’Efebo, trasformando l’inizio dell’anno scolastico in un momento di incontro tra passato, presente e futuro.
Circa 700 persone hanno partecipato alla cerimonia, mentre idealmente ad accogliere i nuovi arrivati è stata l’intera comunità scolastica, composta da 1.532 studenti.
«La nostra comunità in questo momento idealmente li sta abbracciando tutti – ha detto la dirigente scolastica Patrizia Pilato – e da domani li accoglierà nelle classi e nei corridoi per diventare un’unica squadra».
I tre pilastri del Leonardo del futuro
Ma la serata è stata soprattutto l’occasione per tracciare la direzione che il liceo intende seguire.
Pilato individua tre pilastri fondamentali: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella didattica, la sperimentazione dell’integrazione delle competenze non cognitive nei percorsi scolastici e un sistema di valutazione capace di educare.
Particolarmente significativo il passaggio sull’intelligenza artificiale.
«Siamo ormai arrivati a un percorso che ci ha allontanati dal demonizzare l’intelligenza artificiale – ha spiegato Pilato – e dal luogo comune secondo cui sostituisce l’uomo o fa semplicemente i compiti al posto degli studenti».
La prospettiva scelta dal Leonardo è differente: utilizzare l’IA come assistente nel processo di insegnamento.
«L’intelligenza artificiale entrerà nella didattica come assistente, per far sì che i docenti abbiano più spazio da dedicare ai loro studenti».
Da una parte agli alunni più brillanti, per consentire loro di sviluppare ulteriormente ingegno, creatività e capacità; dall’altra ai ragazzi più fragili, che hanno bisogno di consolidare il metodo di studio, la costanza e le proprie competenze.
Un percorso sul quale, ha sottolineato la dirigente, la comunità professionale del Leonardo ha già investito nella formazione, anche all’estero.
«Essere leonardini significa essere liberi di pensiero»
La tecnologia, però, resta uno strumento. Al centro continua ad esserci la formazione della persona.
«Essere leonardini significa abbracciare uno stile di vita che porterà i ragazzi ad essere solidali con i compagni, curiosi e appassionati, ma soprattutto liberi di pensiero».
Ed è proprio il pensiero critico uno degli obiettivi sui quali la scuola intende continuare a investire.
Pilato ha indicato anche il proprio ruolo nei prossimi anni: «Sarà quello di una guida proiettata innanzitutto all’ascolto, alla valorizzazione professionale della comunità e soprattutto alla promozione del successo formativo dei nostri studenti».
Una missione che sintetizza così: «Proiettare 70 anni di storia verso il futuro della conoscenza».
Dopo sette anni, la svolta per gli edifici
C’è poi un’altra novità importante, molto più concreta, che riguarda le sedi del liceo.
Dopo anni difficili e la necessità di ricorrere a plessi distaccati, secondo la dirigente il percorso verso la normalità è ormai vicino alla conclusione.
«Questo è finalmente l’anno della svolta», ha annunciato Pilato.
Un primo edificio è già stato consegnato: una struttura a norma, antisismica, interamente climatizzata ed efficientata energeticamente. E le novità non dovrebbero finire qui.
«Penso che tra un paio di mesi verrà consegnato anche l’altro edificio, per cui credo che ci troveremo con una meravigliosa scuola che accoglierà più di 40 classi in centro».
Una prospettiva che consentirà anche di ridurre il ricorso ai plessi satellite.
«Quest’anno ormai abbiamo scontato il nostro sacrificio, il nostro percorso di sacrifici durato sette anni», ha aggiunto la dirigente, riconoscendo l’impegno del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e, in particolare, del presidente Giuseppe Pendolino.
Il Leonardo entra così nel suo settantesimo anno con una doppia prospettiva: recuperare pienamente i propri spazi e, contemporaneamente, ripensare il modo di fare scuola.
Dalle nuove sedi all’intelligenza artificiale, il messaggio lanciato dalla festa delle matricole è racchiuso nello slogan scelto per la cerimonia: «Settant’anni di radici profonde per spiccare il volo verso il futuro».





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