I giudici di Caltanissetta hanno accolto l’appello della Procura e disposto gli arresti domiciliari. La difesa annuncia il ricorso in Cassazione
Nuovo sviluppo nell’inchiesta sul Cefpas e sull’Asp di Agrigento che coinvolge l’ex deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto.
Il tribunale del Riesame di Caltanissetta ha accolto l’appello della Procura e ha disposto per Gallo gli arresti domiciliari.
I domiciliari, però, restano sospesi in attesa della decisione della Corte di Cassazione e non sono quindi al momento esecutivi. Fino a quel momento, Gallo resta sottoposto alla misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici per 12 mesi, disposta dal gip il 23 luglio scorso. I suoi difensori, gli avvocati Lillo Fiorello e Luigi Troja, hanno annunciato il ricorso in Cassazione.
Il gip aveva sostituito gli arresti domiciliari con l’interdizione dopo le dimissioni di Gallo dall’Assemblea regionale siciliana. Secondo il giudice, la rinuncia al seggio aveva ridotto il rischio di una possibile reiterazione dei reati contestati.
La Procura aveva invece sostenuto che le dimissioni non fossero sufficienti a escludere il rischio legato alla rete di rapporti e relazioni costruita dall’ex parlamentare nel corso della sua attività politica.
L’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile, riguarda presunte irregolarità nei rapporti tra politica e amministrazione e prende in esame, tra gli altri aspetti, incarichi e consulenze legati al Cefpas e all’Asp di Agrigento. Leggi anche questo: Inchiesta “Corte dei miracoli”: accolta richiesta di arresti domiciliari per Riccardo Gallo
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