Licata, “uccise lo zio dopo una lite”: scontro tra psichiatri

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il licatese Giovanni Volpe avrebbe ucciso lo zio per contrasti di natura economica e secondo l’esame psichiatrico, all’epoca del fatto, era “capace di intendere e di volere” ed è compatibile anche con la detenzione carceraria. Di parere opposto l’esperto della difesa secondo cui le capacità mentali del giovane “erano gravemente scemate al momento del fatto”.

Giacinto Marzullo, 52 anni, ucciso con una pistola in un appezzamento di terreno vicino alla rotonda per la località balneare di Mollarella, a Licata, era stato colpito all’addome, alle gambe, al polpaccio e alle caviglie.

Il figlio e la moglie della vittima si sono costituiti parte civile. Prossima udienza  il 14 dicembre quando si terranno le conclusioni.

Il 19enne Giovanni Volpe, è reo-confesso dell’omicidio dello zio.