Licata: No Triv, in piazza il 12 Gennaio

Si torna in piazza a Licata per opporsi alla realizzazione del progetto “offshore ibleo” di Eni. La decisione è stata presa nell’ultima assemblea convocata dal comitato NoTriv. Una imponente manifestazione è prevista il 12 gennaio. Ieri in città sono stati allestiti dei banchetti informativi. Tra i promotori molti residenti tra cui pescatori, appartenenti ad associazioni balneari o di carattere sociale e per la difesa del territorio, e rappresentanti della giunta comunale. Un fronte unico contro la realizzazione delle trivelle nel mare di Licata e più in generale contro gli interessi di sfruttamento delle risorse che Eni ha in tutto il mare siciliano. Il progetto “offshore ibleo”, approvato dal ministero dell’Ambiente, riguarda attività di estrazione di idrocarburi in mare e prevede perforazioni esplorative, sei pozzi per la produzione commerciale e una serie di oleodotti collegati ad un’ulteriore piattaforma che verrà realizzata nei pressi di una già esistente. È prevista anche un’area a terra che possa servire da nodo per le infrastrutture di connessione con la rete distributiva. Questa si troverebbe a 5 km dal centro di Gela e in prossimità di un sito di interesse comunitario. “Il progetto – spiega il comitato No Triv – non tiene minimamente conto dell’attuale tessuto economico dell’area, né tanto meno del rischio geologico e ambientale a cui si va incontro. E neanche del fatto che tutta l’area è già fortemente compromessa. Come ormai noto, l’Eni sotto la pressione di comitati, associazioni e cittadini è stata costretta a modificare il progetto Off-shore ibleo, annullando la realizzazione della piattaforma Prezioso K. Tuttavia, tale progetto, sebbene modificato, continua ad essere dannoso e rappresenterebbe, qualora realizzato, una potenziale bomba ecologica a due passi dalla nostra costa. E’ prevista, infatti, la posa di un oleodotto dai pozzi off-shore verso il centro di collettamento di Gela. La rottura di queste condutture – spiega ancora il comitato No triv – è in grado di provocare un disastro di proporzioni incalcolabili. Già nel 2016 la comunità locale aveva detto no a questo progetto con un’imponente manifestazione. Il 12 gennaio la città di Licata, con il sostegno di tutta la Sicilia, tornerà in piazza per far valere il diritto all’autodeterminazione. In piazza ci saranno i siciliani e le siciliane che vogliono riprendersi il potere di scegliere e decidere le sorti del proprio territorio”. La decisione di scendere in piazza è stata presa durante un’assemblea, particolarmente partecipata, che ha visto la presenza di una rappresentanza di tutte le componenti sociali, economiche e istituzionali della città oltre al sindaco Pino Galanti e ad una delegazione del Consiglio comunale. Il sindaco ed il presidente hanno sollecitato i colleghi di vari centri siciliani a esternare l’adesione all’iniziativa per procedere, in maniera condivisa ai prossimi adempimenti istituzionali in direzione dell’interesse collettivo. L’assemblea ha ribadito la necessità di chiamare a raccolta quanti hanno a cuore le sorti della costa meridionale del Canale di Sicilia, quindi non solo i centri della costa ma anche dei paesi dell’entroterra. L’amministrazione comunale di Licata, assieme alla presidenza del Consiglio comunale, il 17 ottobre scorso ha inviato una lettera ai sindaci ed ai presidenti del Consiglio delle città di Acate, Agrigento, Butera, Caltanissetta, Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Delia, Gela, Mazzarino, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ragusa, Ravanusa, Realmonte, Riesi, Santa Croce Camerina, Sciacca, Scicli, Sommatino, chiedendo la disponibilità ad aderire alla formazione di una Conferenza Istituzionale Permanente per una opposizione condivisa alla realizzazione del progetto Offshore Ibleo – campi Gas Argo e Cassiopea. Ma ancora non sono arrivate le risposte da parte dei Comuni che sono stati coinvolti in questa grande battaglia ambientale.

Paolo Picone