Cofermato l’impianto di compostaggio dell’area Asi di Ravanusa-Campobello di Licata

Il Sindaco Carmelo D’Angelo esprime compiacimento e soddisfazione nei confronti del Governo Regionale che con delibera di giunta regionale n. 526 del 20.12.2018 che approva il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti ha ritenuto opportuno reinserire l’impianto di compost dell’Area Asi di Ravanusa. Da una lettura del testo si evince, infatti, nell’allegato 2, che al punto 5.2: “impianti con autorizzazione in corso” si trova elencato il progetto dell’impianto di Compost sito nell’area industriale di Ravanusa per una capacita di 15.000 tonnellate annue. Ringrazio il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, per la sensibilità e l’attenzione dimostrata alla richiesta ed alle esigenze di un territorio e dei suoi rappresentanti periferici. Ringrazio il presidente della commissione Ambiente presso l’Ars, Giusy Savarino, per il lavoro profuso e Carmelo Pullara per l’interesse mostrato affinché si realizzasse questo impianto in quest’area dell’agrigentino. Il mio auspicio è che la Srr e tutti gli enti preposti per la realizzazione di questo impianto di compostaggio si attivino in tempi rapidi affinché l’opera si realizzi nel più breve tempo possibile in modo da garantire e migliorare il servizio di smaltimento rifiuti in provincia di Agrigento”. I tecnici in 30 giorni presenteranno il progetto rimodulato adeguandolo alle nuove tecniche di funzionamento. L’impianto, la cui progettazione inizia nel lontano 2008, è stato ripetutamente aggiornato su richiesta del competente Assessorato Regionale, ed è stato inserito da sempre nella programmazione regionale degli impianti compreso il “patto per il Sud”. Il progetto pensato per soddisfare le esigenze del conferimento della frazione umida per i Comuni del territorio di competenza dell’ex Ato Ag 3 e precisamente: Canicattì, Campobello di Licata, Naro, Ravanusa, Palma di Montechiaro, Camastra e Licata, essendo ubicato in zona baricentrica rispetto a questi Comuni e soprattutto essendo pubblico avrebbe consentito il conferimento della frazione differenziata umida con bassi costi per le comunità. La Regione evidenzia ripetutamente il cosiddetto “principio di prossimità”, ovvero il ciclo dei rifiuti sia per la riduzione dei costi che per favorire il riciclaggio e recupero deve avere impianti territorialmente di prossimità cioè vicino ai luoghi di raccolta ciò anche al fine di raggiungere l’autosufficienza.

Paolo Picone