Lavoratori ancora privi di cassa integrazione, la Uil: “inammissibile”

“Inammissibile e sconcertante che ancora oggi ci siano migliaia e migliaia di lavoratori privi di cassa integrazione in un momento drammatico per l’economia italiana nel contesto della pandemia da Covid-19 in atto. Per moltissimi lavoratori agrigentini, al momento, c’è un buio fitto perché molti sono ancora in attesa della cassa integrazione da settembre 2020. E’ inconcepibile che, malgrado le direttive del dimissionario governo Conte, l’Inps non abbia provveduto a colmare il gap tra la sempre più drammatica e diffusa sofferenza economica delle famiglie e le misure a sostegno del reddito.” Lo afferma il Segretario Generale della UIL di Agrigento, Gero Acquisto.
“Eppure – continua Acquisto – era stato detto e promesso che nessuno sarebbe rimasto indietro, nessuno sarebbe stato lasciato solo. Ma è evidente che, se milioni di lavoratori in Italia non hanno percepito la cassa integrazione, qualcosa o più di qualcosa, è andato storto. In un quadro economico-sociale desolante, in cui la nostra provincia si innesta trascinando i ritardi e le difficoltà di anni abbandono, lasciare delle famiglie per mesi senza sostentamento, vuol dire lasciarle ad un destino di disperazione. E la condizione di disperazione può degenerare in fatti e condizioni molto gravi. Un genitore che non riesce a soddisfare i bisogni primari dei propri figli può diventare una scheggia impazzita. Per molte famiglie gli ammortizzatori sociali su cui ripongono bisogni e speranze sono le pensioni di nonni e genitori anziani. Stiamo parlando degli stessi anziani che più volte sono stati esclusi in questi mesi di pandemia. Oggi, ad un anno dall’inizio di questa drammatica e storica pandemia mondiale abbiamo la certezza che questa condizione e queste situazioni non si possano trascinare ancora per molto.
Come Sindacato raccogliamo il grido di disperazione dei lavoratori in cassa integrazione che non vedono arrivare il loro sostegno economico; e lo facciamo con l’empatia, la sensibilità e la solidarietà con cui amiamo assistere e tutelare le istanze di quanti si sono affidati e sempre più si affidano a noi. E’ per questo che intendiamo muoverci nel loro interesse, cercando di capire dove si è creato l’inghippo per spingere l’Inps ad accelerare e rimuovere gli inaccettabili ostacoli subiti da lavoratori e famiglie. Sappiamo che i sistemi informatici dell’istituto previdenziale non erano tarati per recepire e lavorare milioni di domande, sappiamo anche la sola informatica non basta a sciogliere pratiche complicate e urgenti. Sappiamo, soprattutto, che potrebbe esserci in vista un crollo della sostenibilità del sistema previdenziale che andrebbe a determinare gravissime conseguenze anche sull’ordinario pagamento delle pensioni.
Siamo fortemente in ansia e preoccupati ma restiamo accanto ai nostri lavoratori, alle famiglie, ai giovani, agli anziani con una passione quintuplicata come quintuplicate sono oggi le loro difficoltà.”