La Quaresima nel contesto della cultura e dei problemi di oggi

“La Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre…”
Inizia così il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima di quest’anno, in cui fa senso oltre all’atteso invito alla conversione, l’incisiva punzecchiatura sulla “vita mediocre”. Come dire a non appiattirsi ad un certo tenore di vita al ribasso, senza nemmeno tendere a quell’“aurea mediocritas” di cui parlavano i latini, quando l’espressione non aveva quel valore culturale dispregiativo che ha invece oggi nella società italiana. Una precisazione allora quella del Papa sulla “vita mediocre”, davvero carica di significato, che sarebbe frutto di eccessiva superficialità non cogliere. Perché oggi, con sempre maggiore insistenza, da più parti si osserva che tante persone che non hanno particolari capacità e non risplendono per apprezzabili doti intellettuali, occupano tuttavia ugualmente posti e ruoli di grande responsabilità.

La Quaresima che, nel rito romano che vige dalle nostre parti, inizia oggi con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri, fa quasi irruzione in uno scenario di mediocrità, se non peggiore. Uno scenario politico in Italia che registra, in un centro quasi completamente scomparso, nella compagine di destra ed in quella di sinistra, cioè nei Partiti di più affermata tradizione, una serie di scontri politici davvero preoccupanti. Perché pare abbastanza evidente che l’attenzione, più che al bene comune ed alla soluzione dei gravi problemi che angosciano la collettività nel suo complesso, l’attenzione sembra in realtà unicamente polarizzata alla conquista di un potere che possa assicurare a chi riesce a conquistarlo prestigio e privilegi, per il proprio gruppo politico-familistico-clientelare.

La Quaresima sopraggiunge benefica e richiama fortemente alla conversione tutti, ognuno per la sua parte ed il suo ruolo, sollecitando a vivere ed orientare le proprie energie in ben altra direzione, con ben altri valori.

Le ceneri, segno della debole e fragile condizione dell’uomo, vogliono essere un richiamo forte a costruire o ricostruire l’esistenza personale e collettiva su valori autentici di giustizia e di solidarietà. E per questo Papa Francesco invita a meditare la parabola evangelica del ricco epulone e del povero Lazzaro, entrambi simbolo di una certa tipologia di cultura e di società. Una parabola evangelica, questa scelta da Papa Francesco, sicuramente non a caso, e che è senz’altro impietosa nell’evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco e quindi un tipo di società costruita attorno all’idolo della ricchezza.

Una parabola che viene offerta alla riflessione nell’attuale scenario socio-politico in cui le statistiche, al di là delle spiegazioni più o meno furbesche ed interessate, con l’eloquenza delle cifre dicono, che in Italia negli ultimi dieci anni la povertà si è più che raddoppiata e tuttora continua ad aggravarsi, mentre una fascia ristretta ha percepito, percepisce e, purtroppo tutto fa pensare che continuerà a percepire stipendi mensili, assurdamente molto elevati.

Il messaggio della quaresima oltre a condannare questa assurda situazione sociale, che i Partiti pare proprio che non riescano a raddrizzare, trova stranamente risonanze in settori artistico-culturali, che hanno il coraggio di confrontarsi con la realtà.

In questa luce incominciano ad abbondare le spiegazioni sulla canzone di Francesco Gabbani, vincitrice al recente festival di Sanremo, OCCIDENTAL’S KARMA che ha voluto mettere alla berlina le moderne smanie orientaleggianti dell’uomo occidentale, fatte di ricerca di Nirvana e di Karma.

Smanie che però impattano da noi in Italia una realtà fatta del peggio del nostro conformismo consumistico: viviamo infatti in una gabbia 2×3, siamo internettologi, selfisti anonimi, ci accontentiamo di risposte facili e abbiamo dilemmi inutili. Siamo tutti tuttologi col web, un web che è coca dei popoli e oppio dei poveri. Insomma tutto un contesto quello nostro occidentale, che stimola non apertamente, ma in maniera subdola e subliminale, a non usare l’intelligenza. E nella canzone di Gabbani infatti si dice che “l’intelligenza è démodé”.

…. E questo è quanto dire, senza bisogno di commento ! Il messaggio della Quaresima, accolto e vissuto, può davvero essere benefico. La Quaresima vissuta, a livello popolare, con uno stimolo comunitario di rinnovamento interiore, è finalizzata a fare anche comprendere che la spiritualità è più importante e necessaria dell’economia e dei problemi materiali.

E che non si dà un’economia, anzi non si può dare un’economia veramente umana, solidale ed utile, senza eticità e senza spiritualità.

Diego Acquisto