Continuano a tamburo battente le indagini della Procura di Agrigento sulla morte di Sofia Tedesco, la 16enne agrigentina coinvolta insieme ad un amico in un brutto incidente stradale alla “Crocca” di Favara, e deceduta in seguito all’ospedale di Caltanissetta.

Seppur l’effetto mediatico della vicenda sembrerebbe essere scemato gli inquirenti non si fermano e stanno cercando a tutti costi di dare un nome ed un volto a chi quella notte – era l’8 agosto – investì i due giovani facendo perdere le tracce e scappando dal luogo del sinistro senza prestare soccorso.

Sul luogo del tragico incidente sarebbero state rinvenute parti, o frammenti, di una Fiat Punto e proprio nella ricerca dell’utilitaria, e dunque del proprietario, si concentra l’attività degli investigatori che hanno anche analizzato una serie di tabulati telefonici per ricavare indizi utili.

A coordinare le attività è la Procura di Agrigento che, dopo la morte della giovane agrigentina,  ha riformulato l’ipotesi di reato col quale è stato aperto il fascicolo d’inchiesta da lesioni gravissime a omicidio stradale.

Sui social, nonostante siano passate settimane dal fatto, proseguono gli attestati di solidarietà alla famiglia duramente colpita e l’incitamento alle forze dell’ordine a trovare il pirata della strada.

A poche ore dalla conclusione del funerale della figlia, il padre di Sofia, Lillo Tedesco, lanciò un appello proprio a quest’ultimo: ““Si dovrebbe costituire subito. Ma non ha il coraggio”.