La Procura di Agrigento, con il procuratore capo Giovanni Di Leo ed il sostituto procuratore Annalisa Failla, ha iscritto nel registro degli indagati 15 persone tra dirigenti Anas, responsabili della ditta che si occupa dei lavori e colleghi della vittima, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Gerlando “Gino” Brucceri, l’operaio di 53 anni deceduto lo scorso 7 luglio all’interno del cantiere del viadotto Morandi.
L’accusa è omicidio colposo. “Brucceri era impegnato nella manutenzione straordinaria dell’infrastruttura quando per cause ancora in corso di accertamento è deceduto”, si legge nel documento. Resta in piedi l’ipotesi iniziale di un malore fatale, ma qualcosa nella ricostruzione non quadra. I dubbi sono legati principalmente ai segni che presentava il corpo della vittima ma anche alcuni elementi sul luogo del rinvenimento.
Per non lasciare nulla al caso il pubblico ministero Annalisa Failla, ha dato incarico al consulente Manolo Belmonte di estrapolare qualsiasi cosa di interesse investigativo dal cellulare della vittima. L’accertamento è stato eseguito giovedì. Intanto uno dei difensori degli indagati ha chiesto l’incidente probatorio e si è in attesa della valutazione del giudice. Il tratto iniziale del viadotto Morandi resta sequestrato. Le persone offese, familiari e parenti della vittima, sono nove.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp







