La faida sull’asse Favara-Belgio, processo si inceppa

La Dda non avrebbe rispettato il termine dei 7 giorni rispetto all’udienza scorsa per presentare la lista dei testimoni, e la difesa dell’imputato chiede l’esclusione. Il processo è quello a carico di Carmelo Vardaro, 45 anni, di Favara, unico imputato dell’inchiesta “Mosaico” che non ha scelto il rito abbreviato e, quindi, è stato rinviato a giudizio. La Corte di assise del Tribunale di Agrigento presieduta da Alfonso Malato, scioglierà la riserva nell’udienza del 16 novembre prossimo.

Vardaro, nell’ambito dell’indagine sulla faida che fra Favara e il Belgio ha provocato 5 morti e una decina di tentati omicidi, è accusato di un omicidio, di due tentati omicidi, e di due estorsioni con metodo mafioso. Il favarese, in particolare, avrebbe cercato di vendicare l’omicidio dell’imprenditore Carmelo Bellavia.

Avrebbe fatto parte del commando che ha freddato l’empedoclino Mario Jakelich, con un colpo di pistola in fronte, il 14 settembre del 2016 in Belgio, mentre la vittima designata il favarese Maurizio Di Stefano, colpito da alcuni proiettili, riuscì a salvarsi. Lo stesso Distefano ritenuto, il 23 maggio del 2017, scampò ad un secondo agguato nel garage di Carmelo Nicotra rimasto ferito da alcuni colpi di kalashnikov ai glutei.

Il favarese avrebbe commesso i due fatti di sangue insieme a Calogero e Antonio Bellavia, mentre i fratelli Calogero ed Emanuele Ferraro, quest’ultimo a sua volta ucciso, avrebbero partecipato al solo agguato ai danni di Nicotra, e Di Stefano.