Caso Crosta, Bongiorno (Partito Liberaldemocratico): «La revoca della delega non basta, faccia un passo indietro»
La revoca della delega alla Polizia Municipale decisa dal sindaco Michele Sodano non basta a chiudere politicamente il caso Giovanni Crosta. A sostenerlo è Giorgio Bongiorno, giovane esponente del coordinamento provinciale di Agrigento del Partito Liberaldemocratico, che chiede al vicesindaco un passo indietro dalla Giunta.
Buongiorno distingue nettamente il giudizio personale da quello politico: definisce Crosta «una persona perbene», ma considera ormai inopportuna la sua permanenza nell’esecutivo. E guarda anche allo scontro tra Michele Sodano e Ismaele La Vardera, invitando il sindaco a raccogliere quella che considera una «mano tesa» del leader di Controcorrente per evitare che il caso finisca per compromettere il progetto politico scelto dagli elettori.
Il sindaco ha deciso di revocare a Giovanni Crosta la delega alla Polizia Municipale. Può bastare per mettere la parola fine a questa vicenda?
A nostro avviso no. Togliere una delega non risolve il problema politico. Riteniamo inopportuno che Giovanni Crosta continui a far parte della Giunta. La questione, quindi, non riguarda la Polizia Municipale, ma l’opportunità della sua permanenza nel ruolo di assessore.
Perché?
Perché oggi riteniamo politicamente inopportuno che Crosta continui a ricoprire quell’incarico. Togliere una delega non cambia la sostanza della questione. Non è un attacco alla persona, ma una valutazione esclusivamente politica.
Cioè?
C’è poi un aspetto che va oltre la vicenda della costruzione, sulla quale saranno gli organi competenti ad accertare i fatti. Quando un amministratore viene coinvolto in una vicenda di questo tipo, si pone inevitabilmente una questione di credibilità politica. E c’è anche un possibile conflitto di interessi tutt’altro che marginale. A essere in gioco, quindi, non è soltanto la credibilità di Crosta, ma quella dell’intera Amministrazione.
Quindi chiedete un passo indietro a Crosta?
Sì. E lo diciamo senza alcuna volontà di attaccare la persona. Consideriamo Giovanni Crosta una persona perbene, ma proprio per questo pensiamo che potrebbe compiere un gesto di grande maturità politica. In un momento come questo, mettere da parte l’interesse personale e rinunciare a un incarico per salvaguardare un progetto più grande sarebbe un segnale importante.
Avete ascoltato anche le parole di Ismaele La Vardera. Come le avete interpretate?
Non abbiamo mai nascosto di non apprezzare particolarmente i suoi modi e abbiamo sempre considerato Michele Sodano il vero punto di riferimento di questo movimento, soprattutto per stile e temperamento. Ma in questa occasione abbiamo visto nelle parole di La Vardera una posizione chiara e, soprattutto, una mano tesa al sindaco. Crediamo che Michele debba raccoglierla.
Cosa dovrebbe fare, quindi, il sindaco?
Dovrebbe avere il coraggio di riavvolgere il nastro e chiudere questa vicenda con una scelta politica chiara. Chiedere a Crosta di fare un passo indietro non sarebbe una sconfitta per nessuno. Al contrario, potrebbe essere un atto di responsabilità per evitare che una situazione personale finisca per compromettere un progetto politico molto più grande.
Pensate che la maggioranza sia a rischio?
Il rischio esiste se continuiamo ad alimentare contrapposizioni e personalismi. I cittadini hanno scelto un progetto ambizioso, di rottura con le vecchie logiche. Non possiamo permettere che venga consumato per una poltrona assessoriale. La politica, soprattutto quando governa, deve saper guardare oltre il singolo incarico.
Qual è, in definitiva, il vostro appello?
A tutti chiediamo responsabilità e la capacità di fare, se necessario, un passo indietro. A Giovanni chiediamo di mettere la città davanti all’incarico. A Michele chiediamo di raccogliere la mano tesa e di continuare a guidare il progetto che gli elettori hanno scelto.
La rivoluzione non può fermarsi qui. Se per salvaguardare un interesse personale perdiamo un progetto nel quale tanti cittadini hanno creduto, alla fine abbiamo perso tutti.
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