Infrastrutture e sviluppo turistico, ma anche ponte Morandi

L’incidente stradale occorso ad una coppia di turisti in vacanza nell’agrigentino, lungo il tracciato che unisce le statali 115 e 640, a causa delle pessime condizioni del manto stradale, ripropone il tema delle carenti infrastrutture del territorio e le conseguenze che ne derivano al fine di un’offerta turistica che viene non poco penalizzata dalla rete di collegamento interna e verso l’esterno del capoluogo.
Eppure da tempo ci ripetiamo che l’unica speranza rimasta per questa terra sia il turismo. Un settore che a partire dall’ultimo decennio è andato intensificandosi grazie ad interventi mirati ed ecocompatibili, soprattutto ad opera di privati, più che dalla pubblica amministrazione, iniziative imprenditoriali che hanno saputo valorizzare paesaggio, ambiente, beni architettonici, culturali ed enogastronomici.
Resta però ancora molto da fare per dare un’offerta turistica a largo raggio per soddisfare le numerose istanze dei diversi utenti nel campo delle infrastrutture, prima fra tutte quella dei trasporti.
Ma onestà intellettuale impone di dire che lo sviluppo del turismo non viene solo condizionato dalla carenza dei collegamenti, perchè tanto altro viene rivendicato da chi viene a visitare il nostro territorio: una maggiore accoglienza e professionalità delle strutture pubbliche che orientano i visitatori, la tutela dei centri storici, una maggiore accessibilità a Musei e mostre, città turistiche pulite, ticket dei trasporti pubblici con tariffe integrate, una programmazione coordinata degli eventi, prezzi più competitivi.
Ma ritornando alla mobilità, non può passare inosservata la notizia che viene fuori a ferragosto, sotto l’ombrellone, che l’Anas ha stanziato le risorse per uno studio di viabilità alternativa al ponte Morandi mentre si avvia la manutenzione per una completa fruizione dello stesso.
La notizia è senz’altro positiva e solleciterà i soliti commenti da più parti che hanno visioni differenti sul mantenimento del ponte, ma per favore lasciamo che un dibattito che è essenzialmente tecnico possa recuperare si contributi da parte della politica purchè depurati da fini elettorali.