Incendio auto di avvocato e furti: 4 arresti

I Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale nisseno, nei confronti di quattro persone, due uomini (uno dei quali già in carcere) e due donne, tutti residenti a Canicattì. I destinatari delle misure cautelari di arresti domiciliari sono: Vincenzo Li Calzi, di 47 anni, nato in Svizzera e residente a Canicattì; Giuseppe Brunco, 29 anni, di Canicattì, sottoposto a misura di sicurezza; Selene Noemi Capasso, 22 anni, residente a Canicattì e dimorante a Serradifalco; Lina Licata, 41 anni, residente a Canicattì. Tutti a vario titolo accusati di un incendio in concorso, furti aggravati continuati in concorso, violazione di domicilio, e l’indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento.

Le attività hanno avuto inizio a seguito dell’incendio di due autovetture e dell’abitazione di contrada “Perito” di Serradifalco (Caltanissetta), appartenenti ad un avvocato del Foro di Caltanissetta dove, in questa circostanza, veniva completamente distrutta l’autovettura Peugeot 3008 di proprietà della famiglia del legale. La propagazione delle fiamme coinvolgeva anche una tettoia in legno sotto la quale si trovava la macchina e attingeva, danneggiandola, anche l’altra vettura in uso al nucleo familiare, un’Audi Q3. Solo il rapido intervento di un componente della famiglia, il quale si prodigava con mezzi di fortuna per lo spegnimento dell’incendio precedentemente innescato, scongiurava il verificarsi di conseguenze ben più gravi. La natura dolosa dell’incendio era apparsa evidente in ragione del ritrovamento sul luogo di tre contenitori di plastica, utilizzati per trasportare e versare il liquido infiammabile.

La successiva acquisizione e visione delle immagini dei sistemi di video sorveglianza presente all’interno della proprietà, nonché di quelle riprese da analoghi sistemi presenti all’esterno di alcuni esercizi pubblici presenti nel centro abitato di Serradifalco, consentivano di ricostruire la sequenza dei passaggi precedenti e successivi all’attentato incendiario. Le telecamere presenti in paese registravano, nell’arco temporale immediatamente successivo, come unico passaggio quello di una Alfa Romeo 159 di colore grigio, che procedeva per le vie del centro per poi essere successivamente ripresa mentre accedeva ad un distributore di carburante, dove riempiva una tanica prelevata dal portabagagli.

Le immediate attività info-investigative permettevano di individuare in Vincenzo Li Calzi,  il possibile autore dell’evento incendiario. Lo stesso, infatti, oltre ad essere proprietario di un’autovettura corrispondente a quella ripresa nel corso della notte dell’incendio per le vie di Serradifalco, e presso il distributore di carburante, era soggetto molto somigliante per corporatura e movenze all’individuo che riempiva il contenitore di benzina sempre al predetto rifornimento. A deporre in tal senso vi è stato, altresì, il riconoscimento da parte di alcuni soggetti, assidui frequentatori di Li Calzi, i quali lo hanno riconosciuto come l’uomo al distributore la notte dell’incendio. Le successive attività di intercettazione, riscontrate dalle denunce poi presentate dalle vittime dei reati, hanno permesso di individuare gli altri 3 indagati gli autori, in concorso tra loro, di due episodi di furto verificatisi a Serradifalco, e di un episodio di indebito utilizzo di carta di pagamento avvenuto a Canicattì.

Non consta, dalle risultanze investigative, che Li Calzi conoscesse l’avvocato, né che fra gli stessi vi fosse stato alcun tipo di rapporto, professionale o personale. Deve pertanto ritenersi che il canicattinese sebbene sia stato l’esecutore materiale dell’incendio, fosse stato incaricato a compiere l’attentato da un altro soggetto, che nutriva rancore e astio nei confronti dell’avvocato. Proprio su questo aspetto, non escludendo pertanto la possibile presenza di un mandante, si svilupperanno le ulteriori indagini.