In Sicilia le prelibate granite di limone di Mastr’Aurelio

Scoprire l’amore e l’interesse per le cose semplici e genuine, come ad esempio fare un sorbetto, e riuscire a trascorrere un’intera vita tra limoni e spremute, lavorando nel piccolo locale affacciato sul porto, per regalare ogni giorno piccoli momenti di felicità. Lui è Aurelio Licata, 85 anni compiti da un pezzo, conosciuto come il Mastr’Aurelio di Sciacca, quello segnalato anche da una famosa guida Michelin, le cui fama delle sue granulose ha varcato gli oceani. Racconta l’anziano sorbettiere che quella decina di alberelli di limone, da lui piantati quarant’anni fa nel piccolo giardino di casa, hanno rappresentato la sua fortuna; una decina di piante che si sono trasformate in una sorta di “società di fatto” che in tutti questi anni gli ha consentito, ogni mattina, di poter aprire la piccola sorbetterìa per preparare quelle granulose che l’hanno reso famoso. Adesso, alla soglia dei novant’anni, si è finalmente deciso a svelare il suo segreto. Quello per il quale grandi esperti di tradizioni enogastronomiche sono andati a trovarlo in Sicilia. Il locale di Aurelio Licata, lo storico Bar Roma, in tanti anni è diventato un sito cult, citato dalle guide gastronomiche e frequentato dai turisti di passaggio affascinati dal luogo e dalla bevanda. Non ultima l’ex ministra Mara Carfagna la cui foto di qualche tempo fa, davanti ad una granita colorata, fa bella mostra appesa ad una parte del suo locale. Perché la granulosa è l’unica cosa che so fare – confessa . – La preparo da una vita e alla fine mi sono pure preso delle belle soddisfazioni!”. Il suo è uno tra i prodotti più semplici, a base di succo di limone, acqua, zucchero e ghiaccio. Accompagnato da un pezzo di pane caldo, la mattina può trasformarsi in una prima colazione “sui generis”, oppure nei pomeriggi afosi,  sorseggiata con una cannuccia, diventa la bevanda giusta per dissetare e rinfrescarsi. Il suo locale non è altro che un piccolo vano, “un buco” come lo chiama lui, alle spalle del porto, semi nascosto tra la dogana vecchia, i magazzini per la lavorazione del pesce e il molo. In questo luogo Aurelio Licata da molti decenni, ogni giorno, domeniche comprese,  arriva con le ceste di limoni appena raccolti dal suo giardino, per aprire la piccola attività e le sue granite nel corso degli anni sono state così apprezzata da diventare quasi un prodotto tipico di questa città termale in provincia di Agrigento. Il “buco”, aperto negli anni Sessanta, ha continuato come allora ad offrire il solito ed unico prodotto. Ma più che nel piccolo interno, la sorbetteria vive, estate e inverno, direttamente sulla strada, con un paio di tavolini sistemati all’aperto tra le auto in sosta, i camion frigoriferi e le cassette del pesce fresco destinate ai mercati. Qui arriva incessante il rumore del porto e di tanto in tanto, sospinto dalla brezza, l’odore salmastro del mare. Sedersi ad uno di quei tavolini potrebbe rappresentare il massimo della felicità. Si può vivere un’intera vita sempre e solo a preparare granite? 

“L’importante – confessa Aurelio – è tenere d’occhio la materia prima, nel mio caso i limoni, che sono da raccogliere freschi e si devono presentare belli e profumati. Li scelgo uno per uno, preferendo quelli più piccoli perché sono più carichi di succo. Il segreto del successo dunque starebbe tutto nell’amore che Aurelio Licata mette nelle sue piccole cose. In effetti molti hanno tentato, in fatto di granite, di eguagliare il suo primato, ma con scarsi risultati. “La vita in un certo senso è un po’ come la granita – filosofeggia – perché all’inizio si presenta fresca e abbondante poi, poco per volta, finisce per sciogliersi e morire in un bicchier d’acqua!”. Poi racconta che il suo unico cruccio è che, in così tanti anni non sia riuscito a trovare neppure un ragazzo del luogo per continuare in questa sua tradizione: “i giovani sono altrove – dice – e i pochi rimasti hanno altre aspirazioni! Eppure continuo a sperare. Forse questa attività finirà con me, ma continuo a credere nell’arrivo di qualcuno che un giorno voglia prendere il mio posto e imparare l’arte di fare i sorbetti. Nella sua semplicità – conclude Aurelio Licata – la granulosa potrà ancora riservare tante soddisfazioni …!”. 

LORENZO ROSSO