“In carcere rischiano il Coronavirus”, difensori chiedono scarcerazione di indagati

Il Gip del Tribunale di Palermo, Annalisa Tesoriere, ha rigettato la richiesta di scarcerazione di Antonello Nicosia, 48 anni, ex assistente parlamentare della deputata Giusi Occhionero, finito in carcere con l’accusa di aver veicolato i messaggi di boss all’esterno.
L’avvocato Salvatore Pennica aveva chiesto al giudice di tutelare la salute dell’indagato, detenuto al carcere di Voghera, città dove è scattata una totale emergenza legata al Coronavirus, e dove si è registrato il primo caso di contagio di un detenuto. Il giudice ha rigettato la richiesta. Adesso la difesa si affida al Tribunale del Riesame di Palermo.
Stessa richiesta per l’empedoclino James Burgio, e per Liborio Militello, indagati nell’ambito dell’inchiesta “Kerkent. Gli avvocati Salvatore Pennica, Giovanni Castronovo e Chiara Proietto, chiedono al Gup del Tribunale di Agrigento, Fabio Pilato la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari, e l’applicazione del braccialetto elettronico, per l’emergenza Coronavirus, e in cella non è consentito rispettare la distanza di un metro.
Stessa istanza è stata presentata da un altro indagato della stessa inchiesta, l’agrigentino Andrea Puntorno.