Il Tre Sorgenti “intima” ai Comuni di pagare i debiti pregressi

CANICATTI’. Il Consorzio “Tre Sorgenti” passa all’incasso. Dopo l’annuncio delle amministrazioni comunali di Canicattì e Licata sulla fuoriuscita dall’ente, la presidente, Jessica Lo Giudice chiede il conto. E lo fa con una lettera nella quale intima il pagamento delle spettanze pregresse.

Nella missiva, inviata al sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, la presidente Lo Giudice ha voluto “ribadire l’obbligo al pagamento delle quote di funzionamento dell’Ente per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 per un importo totale di 890.814,33 euro.

A tal proposito, si precisa, che le quote trovano loro presupposto in quanto previsto dallo Statuto dell’Ente e nella necessaria responsabilità che gli Enti hanno sulla vita e sulle spese di funzionamento delle loro partecipate”.

Il Comune si difende dicendo che le somme non sono state inserite negli strumenti di programmazione finanziaria, ma dagli uffici di Largo Verri non si vuole sentire ragione. “A nulla in verità rileva il mancato inserimento delle quote – si legge nella lettera – nei consuntivi relativi ai rispettivi esercizi sociali, in ragione della natura propria dell’atto che nello specifico è redatto a “consuntivo”.

Nella diatriba, il Comune di Canicattì cala l’asso della Deliberazione del Consiglio direttivo del maggio 2009, ma secondo il Tre Sorgenti “deve rilevarsi soltanto una mera direttiva nella redazione del bilancio di previsione 2009 e null’altro. Inoltre, la stessa ha previsto la possibilità che le modalità di mantenimento del Consorzio e le relative quote di funzionamento, rimangano immutate. Da ultimo ed in ogni caso, la deliberazione riguarda esclusivamente l’anno 2009 e non i successivi. Infine, nessuna prescrizione delle quote di funzionamento in questione sussiste nel caso di specie. La prescrizione cui è soggetto il pagamento delle stesse è decennale e non quinquennale visto che le quote di funzionamento sono collegate al rapporto organico di partecipazione dei Comuni partecipanti all’Ente.

Tra l’altro, il Comune di Canicattì, con diverse delibere del Consiglio comunale, ha accertato la revisione straordinaria delle partecipazioni inserendo nella schermata degli organismi partecipati il Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti di Canicattì con la qualificazione: “Ente Strumentale Partecipato”. Sussistono in ogni caso atti interruttivi della stessa, e nello specifico anche le schede di asseverazione dei debiti e crediti inerenti gli esercizi finanziari 2016/2017, debitamente firmate dal Revisore Unico dei Conti. Il consorzio conclude in maniera perentoria: “Si reitera la richiesta di pagamento formulata”.

Discorso diverso per il Comune di Licata che ha accettato una rateizzazione del debito di oltre due milioni di euro (2.365.847 euro per la precisione – dovuti quale quota associativa del Comune a favore del Consorzio), ottenendo una riduzione di 300 mila euro. L’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Pino Galanti ha perfezionato un accordo in base al quale il debito complessivo è stato determinato in 2.004.955 euro. Il debito risale ai periodi che vanno dal 2004 al 2008 (per la complessiva somma di 1,293,704 euro) e dal 2009 al 2012 per una somma pari a 711.250 euro. 

LA PRESIDENTE DEL TRE SORGENTI JESSICA LO GIUDICE