“L’acqua, come bene essenziale alla vita, è pubblica ed appartiene al Demanio dello Stato”. Lo afferma il procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, in una nota dopo le “attuali roventi polemiche in ordine alla assicurazione del servizio idrico nella città di Canicattì, come in altri centri della provincia”. Il procuratore sottolinea che “corre l’obbligo di ricordare a tutte le Autorità coinvolte che l’assicurazione del Servizio idrico integrato impone a ciascuno il massimo sforzo per assicurare che il Servizio pubblico essenziale sia reso nel pieno rispetto del principio di unicità della gestione e delle norme in materia di appalti e servizi pubblici essenziali sul territorio”.
“È dovere delle autorità preposte ad ogni livello – chiarisce Di Leo – assicurare che l’acqua per uso civile e potabile sia fornita e distribuita dopo essere stata sottoposta ai controlli per assicurarne l’accertata provenienza, salubrità, e potabilità. Ogni altra acquisizione, fornitura, trasporto e distribuzione non regolarizzata secondo quanto previsto dall’autorità gerente il Servizio idrico integrato costituisce uno specifico differente reato, ed in caso di insalubrità dell’acqua medesima può esporre coloro che la utilizzano a gravi rischi per la salute”.
Il capo della Procura di Agrigento entra nello specifico anche su un altro aspetto importante: “Le situazioni abitative e urbanistiche complesse, derivanti a loro volta da protratti, pluridecennali e tollerati illeciti edilizi ed urbanistici – ribadisce il procuratore – non autorizzano alcuna deroga ai principi ordinari inerenti alla salute pubblica sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. La violazione di tali principi – conclude Di Leo – espone le autorità preposte alla vigilanza alle conseguenti responsabilità, in particolare se connesse alla omessa vigilanza sulla regolarità delle situazioni abitative”. Leggi anche: Maddalusa senz’acqua, residenti esasperati: consegneremo le tessere elettorali
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