Il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Alessandro Delle Donne, ha effettuato ieri una nuova visita tecnica al Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento e, come annunciato all’atto dell’insediamento, un sopralluogo al Pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca. Le visite, svolte insieme al direttore sanitario Asp, Raffaele Elia, e al direttore del servizio tecnico, Alessandro Di Nolfo, rientrano nell’attività di monitoraggio avviata dalla Direzione strategica sull’area dell’emergenza-urgenza e hanno l’obiettivo di consentire una verifica diretta dell’organizzazione dei servizi, dei flussi di accesso, delle condizioni operative, delle dotazioni e delle criticità, anche attraverso il confronto con i professionisti impegnati quotidianamente nei reparti.
«Ho voluto fare ritorno al Pronto soccorso di Agrigento e visitare anche quello di Sciacca – afferma Delle Donne – perché ritengo fondamentale avere una conoscenza diretta delle realtà nelle quali ogni giorno operatori e professionisti sono chiamati a garantire l’assistenza. Queste visite tecniche servono proprio a questo: osservare sul campo, ascoltare chi lavora nei servizi e verificare concretamente dove gli interventi già avviati stanno producendo risultati e dove, invece, occorre ancora intervenire, ma soprattutto ho voluto parlare con molti utenti e loro caregiver presenti nelle sale di attesa e già presi in carico, per testarne il grado di soddisfazione del servizio, sotto l’aspetto della tempestività ed efficienza della presa in carico».
Ad Agrigento, in particolare, il monitoraggio si inserisce nel percorso di potenziamento dell’emergenza-urgenza avviato dal nuovo management, che ha previsto una serie di interventi organizzativi e di personale, tra cui l’affidamento della guida del Pronto soccorso al dottor Salvatore Gallo e il progressivo potenziamento delle risorse e dei percorsi assistenziali. I primi dati disponibili mostrano, nel confronto tra il periodo 30 agosto-6 settembre e quello 7-14 settembre, una riduzione dei principali tempi di assistenza. Gli accessi analizzati sono stati rispettivamente 1.059 e 789; il tempo medio di presa in carico è sceso da 110,1 a 77,4 minuti, mentre la permanenza media complessiva in Pronto soccorso è passata da 626,1 a 399,2 minuti. In calo anche i pazienti che si sono allontanati prima della conclusione del percorso, da 105 a 69.
«I numeri relativi ad Agrigento – sottolinea il commissario – rappresentano un primo elemento concreto di valutazione. Il dato che ci interessa maggiormente è la riduzione dei tempi, perché significa rendere più fluido il percorso del paziente e, allo stesso tempo, creare condizioni organizzative migliori per gli operatori. L’intervento sul Pronto soccorso non si esaurisce naturalmente nella nomina di un nuovo responsabile: abbiamo messo in campo un programma complessivo di potenziamento e questi dati ci consentono di verificarne i primi effetti».
Il commissario evidenzia comunque la necessità di proseguire nel monitoraggio: «sono dati riferiti a un arco temporale ancora limitato e per questo vanno letti con equilibrio. Sarà il monitoraggio delle prossime settimane a dirci quanto questi risultati siano stabili. Il nostro compito è continuare a intervenire dove emergono criticità, senza mai perdere di vista la sicurezza dei pazienti e la qualità dell’assistenza». L’attività di verifica proseguirà nei diversi presidi dell’Azienda, con l’obiettivo di mantenere un contatto diretto con le strutture e accompagnare le azioni di riorganizzazione dell’emergenza-urgenza con un monitoraggio costante dei risultati.

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