Il caso Girgenti Acque, Bongiorno: “Invece di difendere hanno truffato i cittadini “

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di questo giornale

Diciamolo una volta per tutte: il vero colpevole di questa vicenda è la classe politica, la quale avrebbe dovuto difendere gli interessi dei cittadini.

In un sistema di legalità l’imprenditore tenterà ad agire nei limiti di legge, ma in un sistema di illegalità l’imprenditore, non ponendosi alcun limite, ricercherà il suo tornaconto personale. Sarebbe questa la vera colpa di Campione? Essere stato, in un “sistema criminale”, più furbo rispetto ad altri tornacontisti?

Siamo sicuri che Campione sia il vero carnefice di questa vicenda? La classe politica coinvolta, di cui tutti siamo da sempre a conoscenza, è da reputare migliore? Non saranno forse loro i veri colpevoli, pagati con i soldi dei contribuenti ed eletti con i voti di quei cittadini che li hanno ritenuti capaci di rappresentarli in tutte le pubbliche sedi?

Diciamolo chiaramente, loro avrebbero dovuto difendere gli interessi dei cittadini ma invece hanno preferito truffarli!

E adesso non diteci che non abbiamo capito niente e che “il sistema Campione” è morto con il suo arresto. E non diteci che il nostro è soltanto becero populismo e che stiamo condannando una classe politica onesta e incorruttibile.

Noi non ci stiamo più, non vogliamo più ascoltare i vostri discorsi moralistici ed ipocriti. Non vogliamo più vergognarci di essere appassionati di politica, non vogliamo più sentirci dire di essere dei potenziali imbroglioni, soltanto perché abbiamo deciso di metterci la faccia, spendendoci per il territorio in cui siamo nati e in cui speriamo di poter costruire il nostro futuro.

Noi giovani vogliamo credere che ancora qualcosa può cambiare, è chiaramente un imperativo categorico dettato dalla nostra giovane età. Ma a noi, giovani del nuovo millennio, nessuno ci da ascolto, nessuno si preoccupa di dar risposte ai nostri interrogativi.

Le nostre parole probabilmente resteranno al vento, “assassinate” dal silenzio complice ed ipocrita di buona parte della nostra comunità, ma noi non ci arrenderemo e continueremo lottare nella speranza di un serio e concreto rinnovamento.