I magistrati la convocano, la deputata non si presenta in Procura

Ha chiesto un rinvio adducendo ad impegni parlamentari, così la deputata di Italia Viva Giusy Occhionero non si è presentata in Procura davanti ai magistrati, che l’avevano convocata per un interrogatorio, dopo averla indagata con l’accusa di falso documentale. La Procura di Palermo voleva interrogare la parlamentare per il suo rapporto con il saccense Alessandro Nicosia. L’inchiesta coinvolge anche il boss di Sciacca Accursio Dimino.

Secondo l’aggiunto Paolo Guido e i sostituti Francesca Dessì e Calogero Ferrara, Occhionero avrebbe fatto entrare Antonello Nicosia assieme a lei in carcere. Lo presentava come suo assistente parlamentare, prima che questa veste venisse ufficializzata con un contratto. La “prestazione” di Nicosia pare fosse retribuita per cinquanta euro al mese.

Nicosia si trova in carcere con l’accusa di essere organico alla famiglia mafiosa di Sciacca. Avrebbe approfittato del rapporto con l’onorevole per avere libero accesso nei penitenziari di Agrigento, Sciacca e Siracusa, incontrare i detenuti e discutere di faccende che nulla riguardavano le condizioni carcerarie.