Giunta regionale, Schifani tra due fuochi

Il governatore della Sicilia è tra due fuochi. Incassata l’elezione del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il partito di Giorgia Meloni è tornato a un pressing fortissimo per aprire la giunta agli esterni all’Assemblea regionale: da Roma si chiede che gli assessori siano due deputati e due esterni. E gli alleati rispondono: “Allora esterni anche per noi” . Renato Schifani sembra però orientato a «tenere il punto», cioè a non aprire la giunta a chi non è stato eletto all’Ars. La miccia sarebbe stata la telefonata con cui Giorgia Meloni e Ignazio La Russa avrebbero cambiato la rosa di nomi che Fratelli d’Italia aveva fino a un paio di giorni fa virtualmente consegnato a Schifani. La partita si gioca attorno ai papabili della prima ora (Alessandro Aricò, Elvira Amata, Giusi Savarino e Giorgio Assenza) e i due esterni che i ministri Francesco Lollobrigida e Nello Musumeci chiedono in giunta: Francesco Scarpinato, secondo dei non eletti nella lista di Palermo, ed Elena Pagana, ex deputato di Attiva Sicilia, moglie dell’ex assessore alla Salute Ruggero Razza. Cosa farà Schifani? Scontentare gli esponenti di un esecutivo nazionale con cui avrà bisogno di dialogare per risolvere le emergenze della Sicilia o rischiare crepe nella maggioranza? Aprire le maglie della giunta politica agli esterni rimetterebbe in discussione le rose di nomi già ricevute dagli alleati. Raffaele Lombardo potrebbe puntare su Luigi Genovese, fuori dall’Ars per uno scarto di 30 voti di lista, al posto di Roberto Di Mauro; la Lega potrebbe sacrificare il nome di Vincenzo Figuccia per fare posto a Francesco Scoma o a Eleonora Lo Curto; Forza Italia chiederebbe spazio per Tony Scilla o Francesco Cascio. E Cuffaro avverte: “Se si dovesse aprire a scelte di assessori esterni, anche la Dc vorrà designare il suo tecnico”. Il governatore al momento tiene le porte dell’esecutivo chiuse agli esterni. Ma il giuramento degli assessori è fissato per mercoledì all’Ars.