Franco Castaldo incontra Dio e chiede le carte: la vignetta di Sergio Criminisi
Un omaggio ironico e affettuoso al giornalista scomparso. Dio gli propone un articolo sui malaffari di Lucifero, ma Franco non rinuncia alla regola fondamentale del mestiere: verificare sempre le notizie, chiunque sia la fonte.
AGRIGENTO – Neppure davanti a Dio Franco Castaldo rinuncia alle regole del giornalismo. È questa l’idea, ironica e insieme affettuosa, che Sergio Criminisi ha trasformato in una vignetta dedicata alla memoria del fondatore e direttore di Grandangolo, scomparso nelle scorse ore.
La scena è ambientata in Paradiso. Dio, seduto davanti a Franco, gli propone: «Francù, vorrei scrivere un articolo su Lucifero e i suoi malaffari! Mi aiuteresti?». La risposta è immediata, in perfetto stile siciliano: «Eh… sì… ma n’avemu carti???».
Poche parole che racchiudono una vita dedicata al giornalismo. Perché Franco Castaldo, profondo conoscitore della cronaca giudiziaria e delle vicende di mafia, sapeva bene che per raccontare una storia, soprattutto quando si parla di accuse e malaffari, servono documenti, riscontri e prove.
Un giornalista deve verificare sempre una notizia, anche quando arriva da una fonte attendibile, autorevole o confidenziale. La fiducia nella fonte non può mai sostituire la verifica dei fatti. E nella vignetta di Criminisi il concetto diventa ancora più efficace: persino Dio, la fonte più autorevole che si possa immaginare, deve fare i conti con la richiesta di documenti.
Sergio Criminisi sceglie il sorriso per ricordare un giornalista che ha attraversato decenni di cronaca agrigentina, raccontando le vicende più difficili della provincia, le guerre di mafia, le inchieste e i processi. Un cronista che aveva fatto della conoscenza dei fatti e dell’attenzione alle fonti una caratteristica del proprio lavoro.
La vignetta diventa così qualcosa di più di un semplice omaggio. È una piccola lezione di giornalismo, affidata all’ironia, che restituisce il carattere e la professionalità di Castaldo. Un giornalista capace di riconoscere il valore di una notizia, ma anche di pretendere che fosse sostenuta dai fatti.
E allora viene quasi naturale immaginarlo ancora lì, davanti a Dio, pronto a occuparsi di una nuova inchiesta, anche nell’aldilà. Ma prima di scrivere, naturalmente, bisogna vedere le carte.
Un sorriso nel giorno del dolore. E forse uno dei modi più belli per ricordare Franco Castaldo: ancora al lavoro, ancora giornalista. Addio a Franco Castaldo, maestro del giornalismo agrigentino e grande conoscitore della mafia
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