Prosegue la mobilitazione al bivio Tumarrano, lungo la statale 189 Agrigento-Palermo. Non soltanto autotrasportatori, ma anche agricoltori, allevatori e lavoratori alle prese con l’aumento dei costi del carburante. Dalla Regione arriva un’apertura al confronto, ma si attendono risposte concrete.
AGRIGENTO – La protesta contro il caro gasolio non si ferma. Al bivio Tumarrano, lungo la strada statale 189 Agrigento-Palermo, continua la mobilitazione di autotrasportatori, agricoltori, allevatori e lavoratori che ogni giorno devono confrontarsi con l’aumento dei costi del carburante.
Una protesta che coinvolge diverse categorie produttive, accomunate dalle difficoltà di sostenere spese sempre più elevate per continuare a lavorare. Il gasolio rappresenta una voce fondamentale nei bilanci delle imprese di trasporto, delle aziende agricole e degli allevamenti, con conseguenze che rischiano di ripercuotersi sull’intera filiera produttiva e sui consumatori.
Il presidio prosegue nonostante l’apertura al dialogo manifestata dalla Regione Siciliana. Una comunicazione del 19 ottobre, firmata da Fulvio Bellomo, ha espresso la disponibilità ad affrontare le problematiche sollevate attraverso un tavolo tecnico.
Un segnale di attenzione che, tuttavia, non si è ancora tradotto in misure economiche concrete. Le categorie coinvolte chiedono interventi capaci di contenere i costi del carburante e garantire condizioni sostenibili per chi lavora.
Per gli agricoltori, il caro gasolio incide sull’utilizzo dei mezzi agricoli e sulle attività nei campi. Per gli allevatori si aggiunge alle altre spese necessarie alla gestione delle aziende, mentre per gli autotrasportatori rappresenta uno dei principali costi di esercizio. Difficoltà differenti, ma accomunate da una richiesta: poter continuare a lavorare senza essere schiacciati dai costi.
La mobilitazione al Tumarrano, lungo uno dei principali collegamenti tra Agrigento e Palermo, richiama così l’attenzione su una questione che va ben oltre il settore dei trasporti e riguarda una parte importante dell’economia siciliana.
La disponibilità al confronto da parte della Regione rappresenta un primo passo, ma chi protesta attende risposte e provvedimenti concreti.
Intanto, al bivio Tumarrano, il presidio continua. E con esso la richiesta di attenzione per quanti, ogni giorno, devono fare i conti con il prezzo del carburante per mandare avanti il proprio lavoro. Leggi anche: Agrigento, scaffali vuoti nei supermercati






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