Addio a Franco Castaldo, maestro del giornalismo agrigentino e grande conoscitore della mafia
È morto Franco Castaldo, giornalista, scrittore, fondatore e direttore di Grandangolo. Una vita trascorsa a raccontare Agrigento e la sua provincia, con una particolare attenzione alla mafia e alle sue trasformazioni. Il quotidiano britannico “The Independent” lo aveva indicato tra i maggiori studiosi del fenomeno mafioso.
I funerali domani alle 16.00 nella Chiesa di San Nicola alle Fontanelle
AGRIGENTO – Se ne va un pezzo importante del giornalismo agrigentino. È morto Franco Castaldo, giornalista e scrittore, fondatore e direttore di Grandangolo, per decenni cronista attento e profondo conoscitore delle dinamiche mafiose della provincia di Agrigento.
Castaldo aveva cominciato a occuparsi di mafia negli anni più sanguinosi della guerra tra i clan, raccontando omicidi, processi, boss e trasformazioni di Cosa nostra e della Stidda. Un lavoro che lo aveva portato anche a vivere sotto scorta insieme alla famiglia. Il quotidiano inglese “The Independent” lo aveva indicato come uno dei maggiori studiosi del fenomeno mafioso.
Per anni caposervizio de La Sicilia, nel 2004 fondò Grandangolo – il giornale di Agrigento, esperienza editoriale che dal cartaceo avrebbe poi trovato una nuova dimensione sul web. Fu autore anche del libro La mafia, la Stidda e collaborò con testate, televisioni e progetti giornalistici italiani e internazionali.
Ma Franco Castaldo è stato soprattutto un giornalista fino all’ultimo, capace di attraversare epoche completamente diverse dell’informazione senza perdere curiosità, rigore e passione per la notizia. Amava ricordare di essere diventato giornalista quando non esisteva ancora il fax, quando si lavorava con la macchina da scrivere e gli articoli venivano dettati al telefono, «compresa la punteggiatura».
Eppure aveva saputo adeguarsi al cambiamento con professionalità e classe, passando dalla carta al giornale online, dai vecchi strumenti della redazione alla velocità dell’informazione digitale, restando sempre sul pezzo.
Da grande esperto del mestiere, sapeva riconoscere e apprezzare il giornalismo fatto bene. Quello verificato, studiato, mai improvvisato. Poteva essere severo nei giudizi, perché conosceva profondamente un mestiere al quale aveva dedicato una vita.
Con Franco Castaldo Agrigento perde una delle firme che più a lungo e più profondamente ne hanno raccontato la cronaca, la mafia e le contraddizioni.
Alla famiglia, ai colleghi di Grandangolo e a quanti gli sono stati vicini, le condoglianze della redazione di AgrigentoOggi.
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