Il direttore della biblioteca comunale di Alba Adriatica, originario di Agrigento, denuncia gli attacchi ricevuti sui social: «Il mio Paese è l’Italia»
«Il mio Paese è la Sicilia, il mio Paese è l’Italia». Con queste parole Francesco Terrasi, 40 anni, originario di Agrigentoe direttore della Biblioteca comunale di Alba Adriatica, ha scelto di rispondere pubblicamente agli insulti discriminatori ricevuti sui social.
Nei giorni scorsi ignoti hanno inviato un messaggio privato alla pagina Instagram della biblioteca accusandolo, senza alcun fondamento, del degrado dell’area esterna e intimandogli di «tornare al suo Paese». Un episodio che ha profondamente ferito il bibliotecario siciliano, arrivato in Abruzzo nel 2023 dopo aver vinto un regolare concorso pubblico.
In un videomessaggio pubblicato sui social, Terrasi ha raccontato l’accaduto con amarezza.
«Vivo qui da tre anni, ma sono originario di Agrigento, in Sicilia. La Sicilia fa parte dell’Italia e questo è un po’ il punto, seppur bizzarro, di questo video», esordisce.
Il direttore della biblioteca spiega che non si tratta di un episodio isolato. Già all’inizio della sua esperienza lavorativa ad Alba Adriatica era finito al centro di una polemica mediatica.
«Nel 2023, alla mia prima settimana di lavoro, mi sono ritrovato protagonista di un articolo raccapricciante nel quale si diceva semplicemente che “un siciliano” aveva preso il posto della bibliotecaria storica del Comune. Non il mio nome, ma “un siciliano”.»
Parole che, a distanza di tre anni, riaffiorano insieme agli ultimi attacchi.
«Mi si diceva proprio di tornare al mio Paese. Questa è una cosa che mi fa tanto male. Ho vissuto in Inghilterra e in Spagna, conosco la sensazione di essere un migrante e di essere guardato con sospetto. Il fatto che una cosa del genere mi capiti anche in Italia, per il lavoro che amo, mi devasta.»
Terrasi sottolinea anche l’assurdità delle contestazioni ricevute, ricordando di essere stato assunto attraverso una procedura pubblica.
«Sembra quasi una colpa essere stati assunti tramite concorso. Ma come si dovrebbe entrare a lavorare in un ente locale se non vincendo un concorso pubblico?»
Nonostante l’amarezza, il bibliotecario agrigentino ribadisce la volontà di continuare a lavorare con entusiasmo per la comunità abruzzese.
«Sto facendo del mio meglio ad Alba Adriatica. La nostra biblioteca è un luogo bellissimo e nei prossimi mesi partiranno nuove iniziative culturali, dal cineforum ai progetti dedicati alla lettura. Continueremo a lavorare per offrire occasioni di crescita e condivisione a tutta la comunità.»
Il suo videomessaggio si chiude con un’affermazione semplice quanto significativa, diventata il simbolo della sua risposta agli insulti: «Il mio Paese è l’Italia». Leggi l’intervista a Francesco Terrasi: «Mi dissero “torna al tuo Paese”. Ho provato vergogna per qualcosa di cui sono orgoglioso: essere siciliano»
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