Fortitudo ti sei fermata sul più bello: Il Coronavirus ha interrotto la marcia dei biancazzurri.

di Michele Bellavia

Uno stop nel momento più bello.

23 febbraio 2020. La Fortitudo Agrigento sconfigge la GeVi Napoli, incassa la sedicesima vittoria stagionale raggiungendo il traguardo di dieci vittorie casalinghe consecutive (12/13 totali) e agganciando il secondo posto in classifica nel Girone Ovest a quota 32 punti.

Negli occhi di tutti rimangono impresse le immagini di una bella serata di sport; una partita superba, emblema di una stagione fino a quel momento straordinaria; le schiacciate di Easley, le triple di James, le giocate spettacolari di Pepe, la leadership di De Nicolao, la solidità di Chiarastella, la concretezza di Ambrosin.

Tutto questo rischia, seriamente, di rimanere spezzato da un evento imponderabile.

Sì, perché sull’Italia, nel frattempo, si abbatte la tempesta perfetta. Niente a che vedere con il clima, seppur incostante, di quest’epoca, ma un virus, il Covid-19, che, alla pari di un uragano, dispensa morte e causa la paralisi dell’intero paese.

Il Governo, già impegnato nel contrasto ai primi focolai dell’epidemia nel Nord Italia, man mano che la situazione precipita, vara misure sempre più restrittive per tutto il territorio nazionale, disponendo la chiusura di scuole e università e imponendo limiti assoluti agli spostamenti urbani ed extraurbani delle persone fisiche con l’obiettivo di contrastare il propagarsi dell’epidemia.

Tutto lo sport, da nord a sud, subisce la paralisi, con la sospensione di tutte le manifestazioni sportive di tutti i campionati professionistici.

I biancazzurri – in procinto di partire per l’ultima trasferta in programma il 9 marzo a Voghera contro la Bertram Tortona – restano a casa.

Il ruolino di marcia tenuto fino a quel momento, la più bella stagione disputata dal sodalizio del presidente Moncada negli ultimi cinque anni, si interrompe bruscamente e si trasforma in un rebus di difficile soluzione.

Per i tifosi e per tutto l’ambiente della pallacanestro agrigentina lo stop è stato difficile da accettare. La compagine guidata da coach Cagnardi, infatti, ha giocato alla pari con tutti, ha occupato stabilmente le prime tre posizioni della classifica del Girone Ovest tutto l’anno e ora, con il rischio concreto che il campionato non riparta più, all’orizzonte si affacciano i rimpianti per ciò che avrebbe potuto essere la stagione.

Se così sarà, allora non resterà altro da fare che pensare all’essenza del basket, a tutto ciò che lo rende il gioco più bello del mondo; ci basterà pensare alle istantanee più belle della stagione: un alley-oop di Easley, una schiacciata di James, le “triple ignoranti” degli under Indelicato e Moricca, un assist dietro la schiena di Pepe per riconciliarci con noi stessi e pensare al futuro in maniera più positiva.