Firetto: “Scacco matto in due mosse contro il Teatro Pirandello”

“Scacco matto in due mosse contro il Teatro Pirandello e solo per obbedire a logiche spartitorie.” Inizia così l’intervento dell’ex sindaco di Agrigento e attuale consigliere comunale, Lillo Firetto, sul consiglio comunale di ieri sera, 15 ottobre, durante la quale è stata approvata la modifica allo statuto della Fondazione Teatro Pirandello. Firetto continua: “Ad Agrigento, si è consumata una pagina degna della più deteriore prima Repubblica. Dodici consiglieri su 24, compatti soldatini di maggioranza, animati come per l’assalto alla Bastiglia, hanno votato due sostanziali modifiche allo Statuto della Fondazione Teatro Luigi Pirandello: 1. l’aumento del numero dei consiglieri di amministrazione senza alcuna ragione (infatti, non è stato spiegato un solo motivo utile alla gestione della fondazione e inoltre in controtendenza con tutte le norme recenti che riducono i consigli di amministrazione da cinque a tre); 2. hanno tolto alla fondazione il personale comunale e i fondi comunali, addossando altri costi alla fondazione. Due interventi inutili e costosi che porteranno a discussioni partigiane su chi dovrà mettere le mani sulla Fondazione e alla riduzione della qualità degli spettacoli. Due modifiche apportate da soggetti che in effetti non abbiamo mai visto a Teatro e che intervengono su qualcosa di cui non conoscono le dinamiche, né i profondi cambiamenti apportati, né il risanamento attuato da persone dall’orizzonte di buon  orizzonte morale , persone che hanno portato il teatro fuori dagli scandali, dal default, dalle chiacchiere per riportarlo nei canoni della Cultura e con i conti in attivo.  Per fare quadrare il bilancio, d’ora in poi, si dovrà ricorrere a spettacoli di provincia o sperare nelle regalie di mamma Regione. Cambia radicalmente la storia del Teatro e si fa piombare la città indietro di 30 anni anche sotto il profilo della cultura.  Nel mio intervento ho fatto rilevare in Consiglio comunale che tutte le criticità che avevamo sollevato sono rimaste intatte nonostante gli emendamenti. Emendamenti che hanno la caratteristica soltanto dell’apposizione di tante impronte digitali.  Torna opportunamente in Cda un membro indicato dalla Regione, ma per tutto il resto non cambia la sostanza. Hanno deciso di aumentare da 3 a 5 i componenti del Consiglio di Amministrazione, di cui tre, costituenti la maggioranza assoluta, sono di nomina del sindaco, ma diventano quattro se non ci sono soggetti privati in grado di versare alla Fondazione 150 mila euro in 3 anni per avere un posto di minoranza in Cda. Una barzelletta. Facciamo due conti: se tre, anzi quattro, uomini con le stesse caratteristiche e in linea col sindaco voteranno a maggioranza. In pratica il Teatro viene consegnato al sindaco o a chi per lui. Si conferma il rimborso spese, moltiplicato per 5 componenti. Ma soprattutto alla Fondazione sono tagliati i fondi e deve farsi carico di tutto, anche del personale. I consiglieri ieri erano soddisfatti di avere sparato alle gambe del Teatro Pirandello. Dicono che adesso dovrà “imparare a camminare da sola”, che sarà “finalmente” autonoma.  Tutto questo è grottesco. Non sanno che per fare buon teatro occorre rendere difficile la vita a chi lo vuole lottizzare. Qualche consigliere di prima nomina dice anche di rammaricarsi per non aver potuto ragionare a mente lucida, ma è felice di aver votato. D’altra parte, come si dice, è stato un delitto d’impeto. La responsabilità è una parola troppo difficile da cogliere. La dissacrazione di un tempio: un disastro annunciato con tante impronte digitali. Ho sollevato un problema di legittimità del voto del Consiglio Comunale. Pensano di averla fatta franca, ma c’è un pubblico che ama profondamente il Teatro e che quando diluvia non teme di bagnarsi i piedi. Dico a loro, che meritano un lieto fine : la storia non è ancora finita. Il Teatro riuscirà a liberarsi di questi giochetti e potrà continuare a fare Cultura”.