Un presunto sistema illecito capace di drenare e deviare fiumi di denaro pubblico destinati alla cultura e al turismo nell’Agrigentino. È lo scenario della maxi inchiesta denominata “Eventopoli”, coordinata dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dal sostituto procuratore Elettra Consoli. Sono 12 in tutto le persone iscritte nel registro degli indagati, tra esponenti di primo piano della politica nazionale e locale, dirigenti pubblici e imprenditori. Le accuse formulate a vario titolo sono pesantissime: associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento, falso ideologico e finanziamento illecito ai partiti.
Nei giorni scorsi è stato notificato un invito a comparire per l’interrogatorio preventivo nei confronti del deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero “Lillo” Pisano, 45 anni, per il quale la Procura chiede la custodia cautelare in carcere, e per i dirigenti Antonino Insalaco, 59 anni, Comune di Agrigento, e Giuseppe Librizzi, 63 anni, Regione Siciliana, per i quali sono state sollecitate misure interdittive. Per il parlamentare, l’eventuale esecuzione della misura restrittiva resterà comunque subordinata all’autorizzazione a procedere della Camera dei deputati.
Le indagini, condotte sul campo dai poliziotti della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura e dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Agrigento, si concentrano sui finanziamenti erogati per eventi culturali e turistici a partire dal cartellone “Destinazione Agrigento, Costa del Mito, Natale 2022”, allargandosi poi a episodi del 2023 e del 2026.
Nel registro degli indagati figurano:
• Calogero Lillo Pisano, 45 anni, deputato nazionale;
• Fabrizio La Gaipa, 51 anni, amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi;
• Salvatore Prestia, 53 anni, di Porto Empedocle, ex direttore generale della Fondazione Teatro Luigi Pirandello;
• Calogero Casucci, 34 anni, rappresentante legale dell’Asd Akragas Bike e dell’associazione Acamante;
• Laura Cozzo, 46 anni, di Porto Empedocle, moglie di Prestia;
• Antonio Mauro Migliaccio, 37 anni, ex autista personale del deputato Pisano;
• Giuseppe Librizzi, 63 anni, di Palermo, dirigente dell’Assessorato regionale al Turismo;
• Antonino Insalaco, 59 anni, dirigente del Comune di Agrigento;
• Costantino Ciulla, 38 anni, ex assessore comunale alla Cultura e Spettacoli;
• Vincenzo Abate, 71 anni;
• Margherita Melany Palasciano, 37 anni, cognata di Migliaccio;
• Claudio Alfano, 30 anni, titolare di una ditta.
Secondo la tesi della Procura, il denaro pubblico veniva intercettato attraverso la creazione di associazioni culturali senza scopo di lucro. Queste ultime presentavano istanze di finanziamento a pioggia sia alla Regione che al Comune. Una volta incassati, i fondi sarebbero confluiti direttamente o indirettamente nelle disponibilità del deputato Pisano. Agli atti dell’inchiesta vengono contestati utilizzi per scopi strettamente personali, ma anche flussi finanziari destinati al sostegno politico, come il pagamento di tessere di partito e spese di rappresentanza regolate tramite carte Postepay intestate a terzi, ma di fatto nella disponibilità del parlamentare.
Al centro dell’inchiesta ci sono le presunte truffe sui grandi eventi agrigentini, come il programma “Costa del Mito” (con un buco contestato da 200 mila euro) e il concerto di Capodanno 2023 di Achille Lauro. Secondo la Procura, gli indagati presentavano alla Regione rendicontazioni gonfiate, incomplete o supportate da fatture posticipate, ottenendo contributi pubblici senza i dovuti controlli da parte dei dirigenti compiacenti. Sotto la lente degli inquirenti sono finite anche le rassegne “Xenia Akragantos”, una presunta tangente da 2.500 euro per l’evento conclusivo del “Mandorlo in Fiore” e l’uso di fondi della Fondazione Teatro Pirandello per pagare una falsa fattura di bonifica da microspie sui cellulari.
A seguito della notifica degli inviti a comparire si definiscono le strategie legali. Il deputato Lillo Pisano è assistito dagli avvocati Silvio Salvatore Miceli del foro di Agrigento e Mattia Filippo Caleca del foro di Palermo. Il dirigente comunale Antonino Insalaco è difeso dall’avvocato Francesco Messina del foro di Sciacca, mentre al dirigente regionale Giuseppe Librizzi è stato assegnato d’ufficio l’avvocato Vita Marino del foro di Agrigento.
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