E’ scontro tra vertici Parco Archeologico e sindaco Agrigento Firetto

Valle Templi: Parco, nostro il progetto per recupero Telamone

E’ scontro tra vertici Consiglio e sindaco Agrigento Firetto. Il Sindaco: La campagna elettorale entra nel vivo, dichiarazioni inaccettabili.

La notizia che il Telamone del tempio di Zeus di Agrigento, un colosso di quasi otto metri, sarà rimesso in piedi, annunciata stamane dalla stampa, ha suscitato un’immediata puntualizzazione da parte dei vertici del Parco della Valle dei Templi che hanno curato il progetto per la “musealizzazione del tempio di Zeus Olimpio” e aggiudicato i lavori per la sua realizzazione.
Per  il presidente della Parco della Valle dei templi  Bernardo Agrò  “si tratta di progetti di grande spessore scientifico che investono più aree coeve e che hanno portato all’apertura di un dibattito sui grandi santuari dorici di sicilia come il tempio di Giove di Agrigento e il tempio G di Selinunte”, sottolinea Agrò che è anche direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria.
 “In quest’ottica appare alquanto singolare quanto si apprende dagli organi di stampa, laddove non vi è alcuna palese paternità se non di accoglimento di un’iniziativa che, per chiarezza, viene portata avanti in modo silente ma efficace dal consiglio e dalla direzione del Parco,  in una azione comune che è quella della grande valorizzazione e del rilancio della Valle dei Templi dopo il Lockdown”
Per il direttore del Parco archeologico Roberto Sciarratta “è un progetto straordinario, che appartiene al mondo ma che è nato qui alla Valle dei Templi, dal nostro lavoro iniziato già da alcuni anni, molto tempo prima di questo lockdown, e che vedrà l’avvio del cantiere nel mese di Agosto. Un progetto che vuole frenare quel processo che, con il passare dei secoli, ha reso i tempi friabili, fluidi”.

La replica del sindaco di Agrigento

“Entriamo nel vivo della campagna elettorale nel peggiore dei modi. Chiarisco subito che non sono questi i metodi di confronto che posso accettare. Preferisco credere che abbiano solo preso un granchio. E non sarebbe il primo. Soggetti come il presidente del Parco archeologico Valle dei templi, Bernardo Agrò, diventano strumento di una becera strategia politica e di una bugiarda comunicazione che mira a creare il caso sull’inesistente. Le dichiarazioni rese da Agrò congiuntamente al direttore del Parco, Sciarratta, sono inaccettabili e per certi versi risibili. Riferiscono infatti di una dichiarazione, riportata oggi da un giornalista del Giornale di Sicilia, Paolo Picone, ma da me resa nel dicembre del 2019, quando mi fu chiesto, in quanto sindaco di Agrigento, all’approssimarsi del 2020, di illustrare gli eventi più significativi delle Celebrazioni dei 2600 anni di storia di Agrigento. Eventi condivisi proprio con il Parco archeologico, così come con l’assessorato regionale del Turismo, la Curia arcivescovile, il Fai e altri. Peraltro, la loro è una dichiarazione che non tiene conto di un fatto incontestabile: che il sindaco è componente del Consiglio del Parco. Dunque? Quale campagna elettorale con una dichiarazione resa a dicembre su contenuti condivisi? È singolare peraltro che dei funzionari regionali si spendano con tale veemenza per questioni, a dir loro, da campagna elettorale, piuttosto che occuparsi delle questioni e delle urgenze del Parco archeologico. Che i loro interessi siano solo politici? Infine leggendo bene la dichiarazione è chiaro il riferimento temporale. Si parla del prossimo anno 2020. Che non abbiano neanche letto bene l’articolo? O lo hanno letto ma hanno voluto comunque creare il caso”.