LICATA. E’ morto Angelo Vecchio. Non è un nome, non è solo una firma. E’ un Giornalista, un cronista, “d’asfalto”, uno che sulla strada ha raccolto le testimonianze più significative di questo lembo di terra siciliana, tanto amata, tanto bistrattata.
Cronista di nera, con un fiuto infallibile per la notizia. Ha raccontato per le colonne del giornale di Sicilia la storia della più cruenta guerra di mafia.
Ha vissuto tra Licata (la sua amata Licata), Catania e Palermo. Era scrittore, regista teatrale.
Ho conosciuto Angelo, personalmente, nel 2013. Era andato da poco in pensione e ci siamo conosciuti a Licata. Io lavoravo per Tv Alfa. Lui non aveva mai smesso di scrivere. Aveva tanti progetti. Ma si era dedicato al teatro.
Ho visto una sua rappresentazione al teatro Re Grillo, con Mario Pupella.
Angelo non l’ho più visto da quando non vivo più in Sicilia. Ma da quelle poche conversazioni avute ho capito che Angelo Vecchio, dotto, colto, intelligente, che a prima vista sembrava burbero, era un Uomo e Giornalista.
Lascia il figlio Ivano, avvocato. E la sua adorata nipotina. Alla sua famiglia le condoglianze di Paolo Picone e di tutta la redazione di AgrigentoOggi. Oggi si svolgerà la camera ardente a Licata e domani i funerali nel santuario di Sant’Angelo.
Ciao Angelo. Scrivi ancora, dal cielo.

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