Da Venezia alle sale: “Dune”, condizione obbligatoria

Il film oggetto di questa nota è DUNE, recentemente programmato fuori concorso a “Venezia 78”. E, en passant, mi è venuto spontaneo dare una brevissima descrizione di “cos’è” la Mostra di Arte Cinematografica di Venezia. I media danno, legittimamente, grande spazio agli aspetti più interessanti legati alle pellicole, ma, pure, a quelli meno estetici e più glamour e folkloristici immancabilmente caratterizzati dalla presenza di Attrici/Attori e fans in visibilio. Ma mi piace raccontare l’altra “cos’è” la Mostra del Cinema a Venezia: una folla meravigliosa di cinefili di tutte le età, non necessariamente bersagliabili da critiche fantozziane, una grandissima presenza di giovani attratti dal racconto attraverso le immagini in movimento e/o da motivi legati agli studi. Persone, di tutte le età … ripeto, che corrono da una sala all’altra (spesso non proprio a due passi)
per rincorrere la proiezione prenotata a fatica (in tempi di pandemia tutto avviene on-line) e magari last minute; che (a volte, non spesso) riescono a scattarsi un selfie se hanno la fortuna di assistere alla proiezione in compresenza con i protagonisti del film; che in modo rispettoso prendono posto scusandosi con chi hanno appena calpestato entrando tra le poltroncine; che maledicono il posto più laterale della prima fila dalla quale emergeranno in preda allo strabismo causato dalla lettura dei sottotitoli di un film di due ore in lingua originale. Ma, caratteristica di tutti gli Spettatori (a qualsiasi età) è quella del dopo: ci si confronta, a volte si elargisce qualche consiglio, spesso si fanno citazioni e rimandi (un po’ di saccente vanità non urta). Insomma: il mondo dei festival è anche (soprattutto) questo: non lasciatevi ingannare dai servizi televisivi.

Veniamo a DUNE: presentato in anteprima mondiale, è uno di quei blockbusters che al Lido arrivano per poi essere quasi subito distribuiti nelle sale. Titolo illustre, legato a progetti ambiziosi (naufragato subito quello del genio visionario di Alejandro Jodorowsky ) che hanno trovato realizzazione nella pellicola (anno 1984) di David Lynch. Denis Villeneuve (“ARRIVAL” del 2016 e “BLADE RUNNER 2049” del 2017) è regista non nuovo alla fantascienza (forse più a quella cosiddetta “esistenziale”) e pur se tratta tematiche diverse da quelle normalmente frequentate riesce appieno a ricreare i mondi immaginati da Frank Herbert: la Casa Atreides; i complotti per il potere e la supremazia nello spazio; la Spezia che è autentica linfa dell’universo; i temi ecologisti; la figura messianica di Paul Atreides, i vecchi e nuovi miti ai quali la saga di Star Wars ha attinto. Un film spettacolare filtrato dalla personale e colta visione del regista canadese. Molto buono il cast con un ispirato Timotheè Chalamet (CHIAMAMI COL TUO NOME) in una valida interpretazione. Chi Vi scrive asserisce da sempre che la fruizione più ovvia e necessaria di un film è quella collettiva (cfr. quanto scritto in
precedenza) e nella grande sala. Ma per una pellicola come DUNE questa è una condizione obbligatoria: le immagini impetuose, le scene madri che invadono
tutto lo schermo, la colonna sonora di Hans Zimmer immensamente coinvolgente (IL GLADIATORE, IL CODICE DA VINCI, PIRATI DEI CARAIBI, INCEPTION, giusto per citare alcune delle sue creazioni). Per chi ama il genere, un film da non perdere. Al Cinema. Ad Agrigento, da giovedì 16 settembre: Cinema Concordia.

Antonio Barone