Dissesto idrogeologico, il sindaco di Licata: “Scongiurare tragedie come quella delle Marche”.

Non chiamatela fatalità. Perché l’alluvione che ha colpito le Marche non lo è. Persone che sono morte nel tentativo di scappare dalla furia del fiume esondato, immagini inverosimili. Quello che è successo nelle Marche può accadere anche altrove. E questo fa paura. Il sindaco di Licata Pino Galanti ed il suo esperto per le questioni idriche hanno scritto ad Aica per sollecitare interventi da eseguire in tempi brevi. “E’ sotto gli occhi di tutti quelloche sta procurando l’inizio delle stagione delle piogge- scrive Galanti-. Le cause, e non diciamo nulla di nuovo, sono le condizioni di dissesto idrogeologico del nostro Paese ma soprattutto i cambiamenti climatici. Ognuno di noi è convinto che a pensarci ed a porre rimedio debba essere qualcun altro. Non è così. Ognuno può fare qualcosa, ognuno può contribuire ad adottare pratiche virtuose per migliorare le condizioni in cui ci troviamo. Detto ciò e volendo riferirci al Sistema Idrico Integrato, abbiamo proposto e già quasi da un anno di realizzare progetti ed abbiamo anche indicato quali, per aumentare considerevolmente la sostenibilità ambientale del Servizio Idrico. Non è trascorso nemmeno un anno da quando abbiamo visto le preoccupanti immagini di cosa è accaduto a Sciacca e cosa hanno prodotto le trombe d’aria e le “Bombe d’Acqua” ed è accaduto quasi lo stesso a Licata ed in altri Comuni dell’agrigentino, non ultimi i Comuni cosiddetti della montagna. Siamo convinti che molto potrebbe fare Ati, l’Assemblea dei Sindaci di Aica ed il relativo CDA, nel far predisporre progetti che vadano nella direzione del recupero di oltre 20 milioni di metri cubi di acque depurate, in uscita dai depuratori da utilizzare per uso irriguo. Molto si potrebbe fare nel recuperare il biogas dal processo anaerobico del trattamento dei fanghi, per non lasciarlo disperdere in atmosfera e produrre energia elettrica che, non è cosa da poco, ridurrebbe il costo della bolletta energetica a carico di Aica e quindi dei cittadini. Se i componenti dell’Assemblea di Ati, se i Sindaci se il CDA di Aica non vorranno nemmeno esaminare la possibilità di far realizzare i progetti e provare a farseli finanziare, non potranno nemmeno dire di non avere colpe sulla mancata sostenibilità del Servizio, oltre alle inimmaginabili ricadute positive sui bilanci di una Azienda, Aica, che sembra preoccupare soltanto pochi, tant’è che è un tema a mala a pena sfiorato in questa campagna elettorale”. 

(Foto di repertorio, alluvione a Licata)