Una stagione iniziata tra infortuni, difficoltà e una classifica complicata. Poi la svolta, la rimonta, un girone di ritorno da alta classifica e la corsa play-in che ha riacceso entusiasmo e ambizioni. Coach Devis Cagnardi ripercorre così il cammino della Fortitudo Agrigento e guarda già avanti: la prossima stagione è già cominciata.
Coach, la stagione era partita in salita. Infortuni, sconfitte, una classifica difficile. A un certo punto sembrava quasi un finale già scritto. Poi invece qualcosa è cambiato.
“Il campionato è stato molto difficile, molto complicato. Prima di tutto per il livello di competitività dello stesso. Poi perché noi siamo partiti subito ad handicap. Abbiamo avuto un grave infortunio iniziale che ci ha colpito tantissimo, parlo chiaramente di Romeo. Non era solo l’assenza di un giocatore, ma di un elemento chiave del nostro sistema.
Da lì si sono concatenate sconfitte che hanno fatto perdere fiducia a un gruppo giovane, che invece avrebbe avuto bisogno di risultati per crescere e performare. Sicuramente dopo undici giornate non eravamo felici della nostra classifica, facevamo fatica”.
Poi però è arrivato il cambio di passo.
“Devo dire che la scelta della società di intervenire sul roster è stata determinante e qui voglio ringraziare il club. Più che cambiare completamente, si è deciso di aiutare questo gruppo con innesti esperti e importanti. Questo ha consentito a tutti di rendere meglio.
Il lavoro dei ragazzi, dello staff tecnico, dei miei assistenti, dei dirigenti e della società ha fatto sì che nel giro di un mese questa squadra trovasse identità, gerarchie ed equilibrio. C’è stato un periodo di transizione dopo l’arrivo dei nuovi, ma quando abbiamo trovato la nostra dimensione abbiamo cambiato marcia”.
I numeri del girone di ritorno parlano chiaro.
“Sì, abbiamo fatto un grandissimo ritorno. I numeri lo dimostrano. Siamo arrivati a due punti dalla vetta e soprattutto abbiamo vinto tante partite chiave in trasferta. Quelle vittorie hanno fatto la differenza tra giocare gli spareggi salvezza e giocarsi invece la possibilità di andare ai playoff di Serie A2.
I ragazzi sono stati bravissimi perché uscire da momenti difficili non è mai semplice. L’appoggio della società è stato fondamentale per la squadra e anche per me”.
Il finale resta comunque positivo?
“Assolutamente sì. Abbiamo affrontato due spareggi consecutivi fuori casa, con una trasferta lunga e pesante. A Piacenza abbiamo giocato una partita che resterà nel ricordo di tanti. A Montecatini ci abbiamo provato fino alla fine, ma non è bastato.
C’è sicuramente il rammarico per qualche partita persa in casa, magari dopo due supplementari, però ci portiamo dentro entusiasmo, consapevolezza e la sensazione di aver messo basi importanti”.
Adesso la domanda che tutti si fanno: resterai ad Agrigento?
“Sicuramente siamo già al lavoro con la società per costruire la prossima stagione. Ma al di là della singola annata, la nostra è un’idea di progetto. Vogliamo costruire qualcosa, migliorare continuamente e non ripetere gli errori fatti, perché come tutti ne abbiamo commessi anche noi.
Siamo pronti a continuare questo percorso attorno alla società e attorno alla prima squadra, che è il fiore all’occhiello dell’organizzazione. Ma sotto c’è tanto altro e noi vogliamo puntare forte anche su quello”. Leggi anche: Memorial Moncada, il cuore della Fortitudo batte nei più piccoli
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