Denti del giudizio: cosa sono, a cosa servono e quando estrarli

Con il termine denti del giudizio si intende gli ultimi molari dell’arcata dentaria, che vengono detti anche ottavi o terzi molari. Il motivo di questo particolare nome è dovuto al fatto che erompono attraverso le gengive tra i 17 ed i 25 anni di età, ovvero quando si dovrebbe aver raggiunto una certa maturità, superando la fase dell’infanzia, ma anche quella dell’adolescenza.

Di fatto, la comparsa dei quattro ottavi definisce il completamento della dentizione permanente. Tuttavia, è possibile che uno o più denti del giudizio manchino di spuntare, rimanendo inglobati nell’osso. In questo caso ci si trova di fronte ad una condizione altrimenti nota come ipodonzia. Altre volte, invece, i terzi molari erompono parzialmente dalla gengiva, ma non completano del tutto il loro sviluppo, in quanto non hanno spazio sufficiente per concludere la crescita, per tanto rimangono ancorati all’osso mascellare o mandibolare.

Ciò può causare lo sviluppo di infiammazioni, che possono diventare croniche, portando, quindi, alla necessità dell’estrazione dei denti disturbanti. I tuoi denti del giudizio stanno erompendo, ma non sai se la situazione sta evolvendo per il meglio? Allora cerca un dentista Milano ed effettua un controllo mirato, così da sapere come muoverti. L’importante in questi casi, è ricercare lo studio dentistico più adatto alle proprie necessità, così da creare un rapporto di fiducia con gli esperti che vi operano al suo interno.

Qual è la funzione dei denti del giudizio?

É ormai assodato da tempo, che i terzi molari sono inutili ai fini della masticazione, ma anche dell’estetica del sorriso, per tanto viene spontaneo chiedersi a che cosa servano e se abbiano una funzione vera e propria.

Di fatto, la loro presenza è legata all’evoluzione umana, in quanto non sono altro che un patrimonio ereditario degli antichi ominidi (Homo Sapiens), i quali, per far fronte ad una dieta composta prevalentemente da carne cruda e da alimenti tenaci, hanno sviluppato denti robusti e mascelle particolarmente resistenti.

Oggigiorno, invece, l’alimentazione è più leggera, caratterizzata da cibi per lo più morbidi, che necessitano di una masticazione meno energica. Ed è proprio per tale ragione, che le mandibole dell’uomo si sono involute, rendendo difficile lo sviluppo degli ottavi, i quali possono generare non pochi fastidi.

Quando è necessario procedere con l’estrazione?

Nel caso in cui i denti del giudizio siano allineati e non creino disturbi particolari, è possibile mantenerli per tutta la vita nella loro sede naturale. Tuttavia, è bene specificare che alcuni medici odontoiatri ritengono che sia sempre meglio rimuovere i terzi molari, in quanto possibile fonte di problemi gengivali ed anche di patologie parodontali.

É necessario, invece, attuare l’estrazione degli ottavi, qualora siano stati colpiti da carie, pulpiti, ascessi dentali, cisti, scheggiature o granulomi dentali. Inoltre, è meglio procedere in tal senso, anche nel caso in cui tali particolari denti crescano in maniera non allineata, in quanto la posizione anomala può ostacolare la corretta pulizia quotidiana, esponendo i denti allo sviluppo di carie, gengive infiammate ed ascessi dentali.

A ciò va aggiunto, che i terzi molari, intrappolati nella gengiva, possono minare la salute dei denti attigui, causando affollamento, difficoltà masticatorie ed anche patologie gravi. Una condizione particolare che si può manifestare è l’iperdonzia, ovvero quando gli ottavi sono più di quattro. In tale circostanza l’estrazione è d’obbligo.