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Home » dalla provincia » Crisi agricola nell’Agrigentino, l’allarme di Pendolino: «Rischio tragedia sociale e abbandono delle terre»

Crisi agricola nell’Agrigentino, l’allarme di Pendolino: «Rischio tragedia sociale e abbandono delle terre»

12 Ottobre 2026
in dalla provincia
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La grave crisi del comparto agricolo è stata al centro stamani nell’aula consiliare “Giglia” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento di un incontro istituzionale dedicato al difficile momento del comparto agricolo. L’incontro fa seguito a quello di venerdì scorso con sindaci ed associazioni di categoria ed è stato convocato dal prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, su richiesta del presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, per un importante momento di confronto tra le istituzioni, i Sindaci del territorio e i rappresentanti del mondo agricolo provinciale. Presente anche il consigliere provinciale Vito Terrana (sindaco di Campobello di Licata).

Al centro di tutti gli interventi dei sindaci l’insostenibilità dei costi di produzione a fronte di un abbassamento dei prezzi di mercato che senza un’inversione di tendenza porteranno alla chiusura di moltissime attività. “Parliamo di aumenti dei costi di oltre il 300 per cento rispetto a pochi anni fa” ha detto il presidente Pendolino “a fronte di una contrazione di quasi il 50 percento del prezzo di mercato dell’olio e del grano. Costi che riguardano carburante, fertilizzante, fitofarmaci e mezzi meccanici”.

“Di questo passo – continua Pendolino – si rischia di far saltare la raccolta delle olive e l’abbandono dei terreni a vocazione cerealicola, ea cascata sarà una vera e propria tragedia sociale perchè il danno ricadrà anche sulle aziende del comparto zootecnico, già in crisi per gli incendi dello scorso luglio che hanno devastato pascoli e riserve di foraggio, e che non possono permettersi di rinunciare alla semina, finendo con l’indebitarsi ulteriormente per sostenere la loro attività. Finiranno per fallire anche le imprese della viticoltura e della frutticoltura, già danneggiate dalla politica dei dazi, e di conseguenza il dramma sarà sociale, le misure contro lo spopolamento delle aree interne rimarranno sulla carta perchè i territori saranno abbandonati”.

Non servono misure tampone ma interventi strutturali – sottolinea il presidente di Libero Consorzio -. Impossibile programmare una stagione senza certezze, ad esempio, sul prezzo del gasolio agricolo, ormai insostenibile per tutte le aziende. E serve chiarezza anche sulle importazioni di cereali e olio da altri Paesi. Noi per esportare i nostri prodotti dobbiamo fornire garanzie e certificazioni, mentre qui vengono immessi in circolazione quantitativi di olio e cereali proveniente da altri Paesi senza controlli sulla tracciabilità”.

Il Prefetto di Agrigento ha condiviso le preoccupazioni dei Sindaci, che con diversi interventi hanno testimoniato le criticità delle diverse aree e dei settori maggiormente coinvolti, annunciando di avere già preso contatti con il Ministero competente per evidenziare tutti gli aspetti della crisi, inclusa quella ambientale per il rischio idrogeologico aumentato in seguito agli incendi. Serve tuttavia un lavoro organico, diversificato per ciascun comune a seconda delle peculiarità produttive di quel territorio. I sindaci peraltro hanno evidenziato anche le difficoltà di commercializzazione delle produzione, chiedendo un prezzo equo per tutti i prodotti del territorio che restano di altissima qualità ma che non possono essere venduti sotto una certa soglia di prezzo.

Necessari, dunque, interventi che impediscano che lo stato di emergenza si protragga nel tempo anche con interventi sul lavoro per incentivare l’assunzione di manodopera specializzata. Indispensabile a questo punto che la Regione Siciliana chieda al Governo centrale lo stato di crisi.

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Tags: allarmecrisiterre
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