Covid, dipendente disabile chiede esenzione vaccino ma rischia la sospensione dal lavoro

“Sollecitiamo l’intervento del Ministro Speranza sul caso di un disabile di Agrigento privo di gambe dalla nascita a causa del talidomide, che ha rivolto un appello alle istituzioni italiane chiedendo il differimento dell’obbligo di vaccinazione contro il Covid. Non e’ un no-vax ma un uomo spaventato dalle possibili conseguenze che la somministrazione del vaccino potrebbe avere sul suo stato di salute gia’ precario. Infatti nella sua missiva ha esplicitamente chiesto che evidenze scientifiche escludano ogni relazione causale tra la dispensazione del farmaco e il peggioramento delle sue condizioni”. Lo scrivono in nota i parlamentari del gruppo Misto, Yana Ehm, Virginia La Mura, Matteo Mantero, Paola Nugnes, Doriana Sarli, Simona Suriano, Guia Termini, che sul tema hanno inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Sollecitiamo l’intervento del Ministro Speranza sul caso di un disabile di Agrigento  privo di gambe dalla nascita a causa del talidomide, che ha rivolto un appello alle istituzioni italiane chiedendo il differimento dell’obbligo di vaccinazione contro il Covid. Non e’ un no-vax ma un uomo spaventato dalle possibili conseguenze che la somministrazione del vaccino potrebbe avere sul suo stato di salute gia’ precario. Infatti nella sua missiva ha esplicitamente chiesto che evidenze scientifiche escludano ogni relazione causale tra la dispensazione del farmaco e il peggioramento delle sue condizioni”. Lo scrivono in nota i parlamentari del gruppo Misto, Yana Ehm, Virginia La Mura, Matteo Mantero, Paola Nugnes, Doriana Sarli, Simona Suriano, Guia Termini, che sul tema hanno inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza. “Inoltre, a causa del decreto che ha esteso l’ambito di applicazione del certificato verde nei luoghi di lavoro, questo cittadino rischia non solo di essere sospeso, perdendo stipendio e altri diritti pensionistici, ma di pagare la sanzione prevista per chi non e’ vaccinato”, aggiungono. “Vogliamo che la storia di quest’uomo, di cui omettiamo il nome per questione di privacy, diventi un caso su cui riflettere per una possibile revisione della disciplina dell’obbligo vaccinale nei casi di portatori di handicap in conseguenza dell’assunzione di farmaci. La tutela della salute e, nel caso specifico della storia, della dignita’ umana legata al lavoro non possono rischiare di essere travolte dalle conseguenze di un’azione trasversale come l’obbligo vaccinale”, concludono i parlamentari.