Coronavirus, il rientro degli insegnanti e degli studenti

La chiusura delle scuole e dell’università nel Nord del Paese sta cambiando la vita anche nella nostra provincia. 

Molti studenti universitari non vogliono rimanere al Nord in questo periodo in cui le attività didattiche sono state fermate e dove il rischio di contagio è in continua crescita e vogliono fare rientro nelle loro case e con la loro famiglia. Lo stesso stanno facendo molti insegnanti che non vogliono rimanere per un altro mese nelle città in cui lavorano visto che le scuole resteranno chiuse. 

Ma questo rientro in massa presenta due valutazioni opposte. Da un lato la tranquillità di molte famiglie che preferiscono avere a casa i propri congiunti, al sicuro dall’espandersi della malattia.

 Dall’altro il rischio di un aumento del contagio da parte di chi, in queste settimane, potrebbe averlo contratto anche inconsapevolmente e, magari da portatore sano, trasmetterlo proprio ai suoi congiunti.

La soluzione probabilmente dovrebbe essere quella di un controllo accurato all’arrivo, se non proprio in partenza, con i famosi tamponi, bloccando così il rischio di propagazione della malattia.

Intanto c’è da registrare una nuova vitalità in città e a San Leone. Grazie alla chiusura della scuola, infatti, molti giovani ormai escono quotidianamente, soprattutto la sera, affollando San Leone e Via Atenea. 

Bar e pizzerie ringraziano. Almeno qualche cosa di positivo per loro questa emergenza la sta portando.  

Domenico Vecchio

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