Commissioni consiliari, Controcorrente alza il muro: “Nessun accordo con il centrodestra”
Mangione e Svettini replicano alle polemiche sulla composizione delle commissioni: “La rappresentanza della minoranza è un diritto. Il centrodestra smetta di usarci per farsi la guerra tra loro”
AGRIGENTO – La partita delle commissioni consiliari accende lo scontro politico a Palazzo dei Giganti. Dopo il voto sulla composizione dei sei organismi permanenti e le polemiche sulle convergenze registrate in aula, arriva la presa di posizione di Controcorrente Agrigento.
A parlare sono i consiglieri Elvira Mangione e Alessandro Svettini, che respingono l’interpretazione secondo cui la presenza di esponenti di Controcorrente nelle commissioni, insieme a consiglieri di alcune forze del centrodestra, sarebbe il risultato di un accordo politico.
La composizione delle sei commissioni è stata approvata nella seduta del 24 settembre con 14 voti. Il voto ha visto convergere Fratelli d’Italia, Controcorrente, Lega, Democrazia Cristiana e Partito Democratico, mentre Forza Italia e MPA hanno manifestato la propria contrarietà.
Ed è proprio questa convergenza ad avere aperto un nuovo fronte all’interno dell’opposizione.
“Nessun accordo con il centrodestra”
Controcorrente respinge però con decisione la lettura politica dell’operazione.
“In queste ore stiamo assistendo al trionfo della non conoscenza della macchina amministrativa da parte di pezzi di centrodestra che, per farsi la guerra tra loro, tirano in ballo noi”, affermano Mangione e Svettini.
Il punto, secondo i due consiglieri, è la natura stessa delle commissioni consiliari e il ruolo che deve essere riconosciuto alle minoranze.
“La rappresentanza delle commissioni consiliari per noi che siamo minoranza in consiglio è fondamentale per l’attività amministrativa”, spiegano, sostenendo che la presenza delle opposizioni negli organismi consiliari rientri nelle normali dinamiche istituzionali e non possa essere automaticamente interpretata come un’intesa politica.
Nel comunicato, Mangione e Svettini richiamano anche la prassi parlamentare e regionale, citando come esempio alcune commissioni dell’Assemblea regionale siciliana presiedute da esponenti delle minoranze.
La distinzione tra collaborazione e alleanza
Il passaggio politicamente più significativo della nota riguarda però la possibilità di collaborare, anche con singoli esponenti del centrodestra, su provvedimenti ritenuti utili per la città.
“Controcorrente collaborerà finanche con pezzi del centrodestra se in ballo ci saranno proposte di buon senso per il bene esclusivo della città”, affermano i due consiglieri.
Una precisazione che punta a tracciare una linea netta tra convergenza amministrativa e accordo politico.
Controcorrente, infatti, rivendica la propria collocazione e nega qualsiasi intesa con il centrodestra: “Il centrodestra ha perso le elezioni, è, resta e sarà all’opposizione e non c’è alcun accordo politico”.
La posizione arriva in una fase nella quale gli equilibri del nuovo Consiglio comunale sono ancora in via di definizione. Michele Sodano è stato proclamato sindaco l’11 giugno, al termine delle verifiche dell’Ufficio centrale elettorale, che hanno confermato anche l’assegnazione dei seggi consiliari.
Il nodo delle presidenze
La composizione delle commissioni, però, è soltanto il primo capitolo.
Adesso l’attenzione si sposta sulle presidenze e vicepresidenze dei sei organismi, che dovranno essere votate dalle rispettive commissioni. Alcune indicazioni politiche sono già circolate, ma sarà il voto a determinare gli assetti definitivi.
Anche su questo fronte Controcorrente mette le mani avanti e nega di avere stretto accordi.
“Non abbiamo fatto alcun accordo per la vicepresidenza del Consiglio che per prassi parlamentare spetta alla minoranza”, sostengono Mangione e Svettini.
“Fate pace tra voi”
La conclusione della nota è indirizzata direttamente ai consiglieri del centrodestra che hanno sollevato la questione.
“Diciamo ai consiglieri che hanno scritto la nota di fare pace con i loro colleghi piuttosto che usare noi per farsi la guerra”.
Una replica che conferma come la questione delle commissioni sia diventata, più che una semplice partita regolamentare, un nuovo terreno di confronto sugli equilibri politici del Consiglio comunale.
Da una parte c’è chi interpreta le convergenze registrate in aula come un segnale politico; dall’altra Controcorrente rivendica il carattere istituzionale della propria partecipazione alle commissioni e nega qualsiasi accordo con il centrodestra.
La prossima verifica arriverà con l’elezione delle presidenze. Sarà quello il passaggio nel quale gli equilibri emersi sulla composizione degli organismi dovranno confrontarsi con il voto dei consiglieri. Leggi anche: Commissioni consiliari, il confronto politico dopo la seduta del Consiglio comunale
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