Come preparare una birra artigianale in casa?

Quella per la birra è diventata una passione incredibilmente diffusa negli ultimi anni, tanto da portare tantissime persone a cercare di destreggiarsi anche nell’arte della creazione della birra stessa, attraverso tutti i complessi procedimenti che possano portare alla realizzazione di una birra artigianale fatta in casa

 

Tuttavia, acquistare una birra è molto più semplice e risulta essere anche più immediato nella scelta del tipo di gusto che si vuole ottenere e dell’aroma che si preferisce. Allo stesso tempo, però, è anche molto più stimolante e attrattivo riuscire a realizzare una birra artigianale fatta in casa, seguendo un procedimento preciso e servendosi di alcuni strumenti specifici, come quelli presenti su ecommerce come Hopt

Preparazione del mosto, sfarlatura e fermentazione

 

Per realizzare una birra artigianale fatta in casa bisogna, dapprima, mettere a punto tre aspetti piuttosto complessi e ostici fondamentali per ottenere un buon risultato. Il primo passaggio per la realizzazione di una birra artigianale fatta in casa è, senza dubbio, la preparazione del mosto, composto da acqua, malto e luppolo, le tre componenti principali della birra che determinano anche il diverso sapore e aroma di questa bevanda. Per comprendere come possa essere realizzato il mosto, bisogna allo stesso tempo tenere in considerazione tre step fondamentali.

 

La prima delle tre fasi è quella della sfarlatura del malto e consiste nella frantumazione del chicco di malto che porta lo stesso ad essere utilizzabile per la preparazione del mosto, anche se bisogna fare attenzione a non renderlo farina, per ottenere un effetto migliore in termini di aroma e consistenza alla propria birra. Successivamente, bisognerà dedicarsi alla fase di ammostamento, che consiste nel versare il malto macinato in una pentola, con l’aggiunta di acqua posta a bollire. Il composto sarà tenuto a una temperatura compresa dai 50 agli 80 gradi, che porteranno ad una prima bollitura. 

 

Successivamente, bisognerà filtrare nuovamente il malto per permettere l’apertura dei grani, per poi inserire la risultante di questo procedimento in un nuovo pentolone insieme ad acqua, per effettuare una nuova cottura. L’ultimo step prevede una nuova bollitura del composto con aggiunta di luppolo, che permetterà alla birra di ottenere il caratteristico sapore amaro che tutti amano e preferiscono sentire quando gustano una buona birra artigianale. Il procedimento dura all’incirca un’ora, a seconda dei litri di birra che si vogliono ottenere e della densità e consistenza della bevanda stessa.

 

Dopo l’avvenuta bollitura del composto preso in considerazione, sarà fondamentale far raffreddare il liquido ottenuto, talvolta servendosi di uno scambiatore in calore o di una serpentina di raffreddamento. Il raffreddamento va fatto continuare fino al raggiungimento della temperatura di 30 gradi, dopo la quale bisogna aggiungere il lievito al proprio composto. Ovviamente, l’aggiunta del lievito serve a favorire la fermentazione, dal momento che lo stesso permette la trasformazione degli zuccheri in alcol. Per quanto riguarda l’utilizzo del lievito, non ci sono limiti nello stesso, tuttavia è fondamentale ricordare che, prima dell’aggiunta, il lievito stesso dovrà essere reidratato con dell’acqua tiepida. A proposito della fermentazione, si tratta del passaggio più lungo e complesso e deve essere realizzato per l’ottenimento della propria birra artigianale fatta in casa. Per la fermentazione è importante scegliere un ambiente buio, al riparo da fonti di calore e da umidità. 

 

Una prima fase dura dai 7 ai 10 giorni, ed è anche quella più complessa, dal momento che il diffondersi dell’odore di birra fermentata all’interno della propria casa sarà continuo e potrebbe, alla lunga, anche essere piuttosto disturbante. 

Tuttavia, dopo questa fase bisognerà travasare il mosto in un secondo fermentatore, per eliminare tutti quei residui depositati sul fondo e attendere altri 7 giorni. Al termine di questo processo basterà aggiungere una certa quantità di zucchero al composto ottenuto, che permetterà quella che in termini tecnici è detta “nuova fermentazione”.